Banda BRACCIO (Bracciano)

Dopo la proclamazione della Repubblica Sociale i militari dell’Aeronautica residenti in Bracciano, allo scopo di meglio resistere alle pressioni fatte dai nazi-fascisti affìnchè aderissero alla nuova aviazione, si costituirono a gruppo di resistenza.
Da questa decisa volontà di non asservirsi al nemico nacque la Banda “Braccio”, così chiamata dal nome di copertura del suo Comandante Maggioré G.A.r.i. Domenico MONTANARI.
Nei primi tempi l’attività della Banda fu limitata ad una intensa opera di propaganda, che portò all’incorporazione di nuovi elementi e di un gruppo formatosi nella zona di Manziana agli ordini del Tenente Emilio LARI.
Entrato successivamente a contatto con il Maggiore Massimo GIOVANNOZZI, il Maggiore MONTANARI aggregò la sua Banda al Fronte Clandestino Aeronautico di Roma, dal quale ebbe anche i primi aiuti in denaro che gli permisero di iniziare una discreta attività assistenziale.
Lo svolgimento dell’attività di Banda presentò, fin dall’inizio, gravi difficoltà, dovute principalmente al continuo controllo che la polizia nazi-fascista poteva operare su tutti gli elementi dell’Aeronautica, molto noti in quella zona (Bracciano conta 6000 anime e Manziana poco più di 2000).
Grave pericolo corsero – gli organizzati della Banda “Braccio” nel dicembre 1943, in seguito alla minacciosa azione del Tenente Ferruccio BRESCIANI, dell’aeronautica repubblichina che, ripetutamente e con pubblici discorsi tenuti in Bracciano, incitò i fascisti del luogo a decise rappresaglie contro i militari dell’Aeronautica che non avevano aderito ai bandi di chiamata e contro le loro famiglie. La minaccia fu sventata per l’immediato interessamento del Comando Fronte, che riuscì a far trasferire il BRESCIANI.
Il programma operativo che si proponeva la Banda dovette essere in parte cambiato e limitato, allo scopo di non esporre gli abitanti della zona a feroci rappresaglie, i cui si erano avuti tristi esempi nelle zone vicine ed anche per il fatto che gli ufficiali erano personalmente controllati e pedinati dalla polizia, che operava continue retate tra gli abitanti, allo scopo di procacciare mano d’opera per il servizio del lavoro. Il Comando Banda dovette quindi limitarsi ad una attività puramente difensiva ed assistenziale nei riguardi dei propri organizzati; tuttavia, nel campo operativo, fu svolto dal febbraio 1944, un proficuo servizio di informazioni nella zona compresa tra Tarquinia e Maccarese, fino alla linea tattica Fabbrica di Roma-Cesano.
In favore del personale si dovette organizzare un servizio tendente a raccogliere e conoscere preventivamente tutte le notizie sulle richieste di mano d’opera per il servizio del lavoro obbligatorio e le liste nominative compilate a tale scopo dalle autorità locali.
Conseguentemente la Banda avocò a sè il duplice compito di fare allontanare i ricercati e di agevolare la fuga di coloro che, presi nelle retate, erano adibiti ai lavori di riattamento stradale. Gli elementi allontanati erano appoggiati agli incaricati del Servizio Informazioni dislocati in Ladispoli, Tolfa, Manziana, ed altri centri della zona controllata dal Servizio stesso.
I risultati conseguiti nel campo informativo sono stati soddisfacenti in specie per la segnalazione di notizie sugli aeroporti, sulle fortificazioni, depositi di materiale, accantonamenti truppe e sul traffico stradale del nemico.
Il servizio era organizzato con informatori locali, opportunamente dislocati, e con corrieri incaricati di mantenere il collegamento tra i predetti informatori ed il Comando della Banda. Informazioni sono state anche fornite da un sottufficiale austriaco il quale, entrato in rapporti con il Maresciallo Aldo BIANCHI diede prova di decisi sentimenti anti-nazisti tanto che, al momento dell’occupazione di Bracciano da parte degli Alleati, disertò il proprio Reparto, dandosi volontariamente prigioniero.
Tutte le informazioni venivano trasmesse, a mezzo corriere, al Comando del Fronte Clandestino, mercè lo spirito di sacrificio degli agenti informatori che, ai disagi personali ed ai gravi pericoli per le loro persone e per i loro congiunti, aggiunsero i rischi dei continui bombardamenti e mitragliamenti aerei, si poterono raccogliere numerose notizie di notevole importanza, tra le quali sono da segnalare:

– ubicazione dei depositi di munizioni e carburanti e decentramento dei velivoli presso i tre Aeroporti della zona di Ronciglione-Fabbrica di Roma;

– attività dell’Aeroporto di Tarquinia, usato come trampolino dagli aero-siluranti dell’aviazione fascista repubblicana di base nell’Italia Settentrionale;

– ubicazione dei magazzini germanici di viveri nella zona di Gallicano;

– postazioni di artiglierie nei pressi della rotabile Tolfa-Civitavecchia;

– depositi di munizioni in località Rota (tra Manziana e Tolfa) ed in prossimità della rotabile Bassano-Sutri;

– postazioni di artiglierie e fortificazioni campali in prossimità della costa tirrenica, tra Palo e Cerveteri e tra Civitavecchia e Tarquinia.

Sia durante la fase organizzativa della Banda, che nello svolgimento del servizio informazioni, il Maggiore MONTANARI ha avuto ad attivi e diretti collaboratori: il Tenente Francesco DI GIOVANNI ed Emilio LARI ed i Marescialli Aldo BIANCHI e Giuseppe VENOSA.

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