Gruppo GIORGINI

Ad iniziativa del Maggiore Pilota Rodolfo DE GIORGI, poco dopo l’armistizio, si costituì un Gruppo di resistenza che, dallo pseudonimo del suo promotore, prese il nome di Gruppo “Giorgini”.
Le direttive date inizialmente, avevano lo scopo di riunire i militari dell’Arma di sicura fede, la ricerca di eventuali collegamenti con l’Italia liberata e con le FF. AA. alleate, e la propaganda, onde tener vivo lo spirito di resistenza contro i fascisti ed i loro alleati germanici.
Verso la fine del novembre 1943, tramite il Colonnello Angelo FEDERICI, il Maggiore De Giorgi ebbe i primi contatti con il Ten. Colonnello Dazio GILARDONI, Capo di Stato Maggiore del Fronte Clandestino, ancora in via di costituzione.
Constatata l’unicità di intenti, il Gruppo “Giorgini” fu inquadrato fra Reparti della Banda “Cattapani”, a cui passò la propria forza di oltre 60 uomini.
Con l’agganciamento al Fronte Clandestino, fu possibile iniziare la assistenza al personale, assistenza che andò dalla distribuzione di sussidi, al rilascio di documenti di identità e di carte annonarie false.
Nel dicembre 1943 il Gruppo ebbe ordine di tentare il sabotaggio del predisposto censimento della popolazione di Roma, imposto dai tedeschi, che si illudevano di poter conoscere e quindi disporre (ai fini del lavoro obbligatorio o per eventuali arruolamenti nelle FF.AA.) della ingente massa di uomini riversatasi a Roma dopo l’armistizio con la speranza di una più vicina liberazione.
A questo scopo il Maggiore DE GIORGI, il Maresciallo MIRIZIO ed il Maresciallo ENEA, si fecero assumere quali Ufficiali censori, riuscendo, con la complicità di altri elementi, a distruggere od alterare migliaia di schede, nonchè a rilasciare centinaia di ricevute ad affiliati al Fronte che, per motivi di sicurezza, non si erano censiti.
Nel mese di febbraio 1944, altri elementi di questo Gruppo, sabotarono i collegamenti telefonici tra S. Rocco e Palestrina (ex sede di campagna dello Stato Maggiore dell’Aeronautica), recuperando parte del materiale, occultato poi presso contadini del posto.
L’attività informativa del Gruppo, è stata rivolta principalmente al controllo del traffico ferroviario delle strade consolari Appia e Flaminia e, su ordine del Comando Banda, a contatti del Capo Gruppo con il Ten. Col. Fossa, dell’aeronautica repubblichina, allo scopo di appurare i nomi dei militari che collaboravano, onde evitare pericolose infiltrazioni nelle file del Fronte.

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