Gruppo REMORA

Verso la fine di settembre 1943, quando a Roma cominciavano ad affluire i militari provenienti dai disciolti reparti del Nord, attorno al Capitano Alberto REMORINO si formò un Gruppo di ex appartenenti al 15° Stormo, provenienti dall’Aeroporto di Peretola, attratti a Roma dal miraggio di una rapida avanzata alleata.
Nella fase di inquadramento il “Remorino” fu agevolato dal fatto di essere stato, fino a poco tempo prima, Comandante di una Squadriglia del predetto Stormo (la 54″).
AI Nucleo si aggiunse successivamente il Capitano Manlio LIZZANI; che inquadrò nel Gruppo elementi di altri reparti a lui facenti capo.
Ben presto però il Gruppo si trovò in gravi difficoltà finanziarie per la mancanza di mezzi, atti ad assistere il personale che già aveva dato fondo alle scarse economie.
E’ doveroso ricordare che, mentre si esaurivano i mezzi di sussistenza e diminuiva sempre più la probabilità di una rapida offensiva alleata su Roma, aumentava di intensità la propaganda e la pressione nazifascista, che tuttavia non ebbe alcuna efficacia sugli organizzati del Gruppo “Remora”.
Vari ed infruttuosi furono i tentativi fatti per sanare questa situazione, tanto che il Capitano Remorino, nella impossibilità di assistere i militari inquadrati, aveva deciso di scioglierli dal vincolo che li aveva uniti. Proprio in quel torno di tempo – fine del 1943 – attraverso la Marchesa Beretta MISCIATELLI, elementi del Gruppo ebbero i primi contatti col Fronte Clandestino dell’Aeronautica. Il Gruppo venne successivamente incorporato nella Banda Cattapani, col nominativo “Remora”.
Risolta la situazione assistenziale (mercè l’intervento del Fronte con sussidi, documenti, tessere annonarie, ecc.) il Gruppo intensificò la propaganda, sì da portare la forza iniziale da 15 a 50 elementi.
Chiamato ad altri incarichi al Comando del Fronte, il Capitano Remorino fu sostituito dal Capitano Lizzani – che tenne il comando del Gruppo fino alla Liberazione – portando a termine tutte le missioni ordinate dal Comando Banda, in relazione alle direttive del Fronte, ed al successivo piano operativo per la battaglia di Roma.

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