Cefalonia. Ammainata la bandiera nazista da un ufficiale dell’Arma.

L’8 settembre, a Cefalonia, con i reparti della Divisione «Acqui», sono schierati la 2ª Compagnia del VII Battaglione Carabinieri Mobilitato, al comando del capitano Giovanni Maria Gasco, la 27ª  Sezione Carabinieri Mista, al comando del tenente Alfredo Sandulli Mercuro e un Nucleo Carabinieri addetto al Comando della Divisione.
Subito dopo l’annuncio dell’armistizio, i tedeschi intimano di cedere le armi. Il Comando della Divisione reagisce risolutamente. Si accende così, tra i reparti italiani e le truppe tedesche, un accanito scontro, alimentato da cruenti combattimenti che si protraggono in tutta l’isola con alterne vicende per 8 giorni.

Il sottotenente dei Carabinieri Orazio Petruccelli ammaina la bandiera tedesca sulla piazza di Argostoli, presidiata dai nazisti, e issa il vessillo italiano. Più tardi l'eroico ufficiale verrà fucilato e alla sua memoria sarà concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Il sottotenente dei Carabinieri Orazio Petruccelli ammaina la bandiera tedesca sulla piazza di Argostoli, presidiata dai nazisti, e issa il vessillo italiano. Più tardi l’eroico ufficiale verrà fucilato e alla sua memoria sarà concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

I carabinieri testimoniano la loro presenza nell’epica lotta compiendo numerosi atti di valore. Il sottotenente Orazio Petruccelli, del VII Battaglione, sfidando i tedeschi presenti, ammaina la bandiera nazista issata nella piazza di Argostoli e innalza nuovamente quella italiana.
Poi, col suo plotone attacca con decisione una formazione nazista travolgendola.
Il tenente Sandulli Mercuro, alla testa dei suoi carabinieri della 27ª Sezione, riconquista un caposaldo occupato dal nemico e lo difende per 13 giorni con furiosi combattimenti, anche all’arma bianca. Ma le unità italiane, isolate dalla madre Patria e prive di rifornimenti, nonostante il valore e il sacrificio di tutti i suoi componenti, sono sopraffatte dalla superiorità numerica delle forze avversarie, costantemente appoggiate dall’arma aerea e sostenute da un flusso di rifornimento continuo.
La tragedia di Cefalonia si conclude con barbare fucilazioni in massa. Vengono trucidati, insieme ai commilitoni delle altre Armi, tre ufficiali e 18 carabinieri. Alla loro memoria saranno concesse due Medaglie d’Oro al Valore Militare: tenente Alfredo Sandulli Mercuro, sottotenente Orazio Petruccelli; dieci Medaglie d’Argento al Valor Militare: capitano Giovanni Maria Gasco, brigadieri Carlo Baldracchi e Vittorio Canticchio, carabinieri Dino Battisti, Mario Cassi, Domenico Cavesi, Perdinando Giacosa, Augusto Marconato, Antonio Monteforte, Marino Poli; infine nove Medaglie Bronzo al Valor Militare: capitano Teobaldo Caggiane e carabinieri Umberto Baldani, Arnatuccio Bruno, Giovanni Calo Vanese, Marcello Carcereri, Giuseppe Dal Bosco, Luigi Di Filippo, Stanislao Ratossa, Giulio Rossetto.

Bibliografia:
Ferrara, A., I Carabinieri nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione, Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, 1978 (disponibile per la consultazione presso la Biblioteca di interesse locale “Lorenzo Lodi”)

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