Gruppo di combattimento FRIULI

Questo volume è stato compilato a cura del Comando “Friuli” in occasione del primo anniversario (20 settembre 1945) della costituzione del gruppo di combattimento.
Collaboratori:
Ten. Col. Guido Vedovato
Ten. Mario Attilio Levi (già nel Fronte Militare Clandestino Aeronautica – Roma)
S. Ten. Attilio Vassallo (per la documentazione fotografica)
Editore: Istituto Italiano di Arti Grafiche – Bergamo
(n.d.r. – Citare la fonte in caso di utilizzo del seguente materiale. Ogni abuso verrà perseguito a norma di legge)

87° Reggimento fanteria
88° Reggimento fanteria
35° Reggimento artiglieria
Battaglione misto del genio
Servizi

Volume Friuli

Edizione del 1945 del prof. Lorenzo Lodi (1920-2008)

Fronte del Senio
Il settore assegnato al Gruppo Friuli si trovava a sud della via Emilia sulla strada fra Faenza e Brisighella, nella valle del Lamone, asse delle comunicazioni per tutti i reparti che occupavano quella parte del fronte.
La notte dell’11 aprile 1945 nostre pattuglie portarono la notizia del ripiegamento del nemico e l’abbandono, da parte sua, della linea del Senio. Il Comando del Gruppo Friuli impartì l’ordine per impedire al nemico di sganciarsi.

Vengono liberate Guarè e Riolo dei Bagni. La linea del Senio non esisteva più. Iniziava una nuova fase della battaglia.
A nord e a sud del Senio, nelle case e negli abitati che costituivano i caposaldi della linea, si era dato lo spet­tacolo, invero singolare, di borghesi, uomini e donne, che convivevano con soldati, sottoposti alle stesse azioni di fuoco delle artiglierie. Civili, per lo più, alimentati con lo stesso rancio delle truppe (almeno nel settore a sud del Senio) e costretti a vivere quasi sempre nei ricoveri costruiti nelle cantine delle case.
Viene occupato Castel Bolognese, nella notte del 12 aprile, da parte dei fucilieri della Divisione Polacca. Dopo aver superato il Senio e il Santerno, il settore è ulteriormente suddiviso tra la div. polacca, l’87° e l’88° Rgt. fanteria del Friuli e i paracadutisti del Gruppo Folgore.
Bologna era la chiave e il perno della resistenza tedesca in Italia. Ora il capoluogo emiliano era vicino per i Gruppi  Legnano, Folgore, Friuli e  della Brigata Maiella (anche conosciuta  come  Gruppi Patrioti della Maiella).

Brigata Maiella
è il nome con cui è conosciuta la formazione partigiana abruzzese Gruppo Patrioti della Maiella: prendendo il nome dal massiccio montuoso della Majella, essa adottò il nome semplificato di Maiella, termine utilizzato in tutti i documenti ufficiali. Nella storia della Resistenza italiana essa presenta alcune caratteristiche peculiari: fu l’unica ad essere decorata di Medaglia d’Oro al Valore Militare alla bandiera, fu tra le pochissime formazioni partigiane aggregate all’esercito alleato dopo la liberazione dei territori d’origine, assieme alla 28ª Brigata Garibaldi “Mario Gordini” ed alla Divisione Modena-Armando, e – fra queste ultime ed anche rispetto alle unità del nuovo Esercito italiano – fu la formazione combattente con il più lungo e ampio ciclo operativo, continuando a lottare risalendo la penisola sino alla liberazione delle Marche, dell’Emilia-Romagna e del Veneto.

Bologna liberata.
Nella notte del 20 aprile e l’alba del 21 aprile 1945 il Gruppo Friuli entra a Bologna. Subito dopo segue il Gruppo Legnano.
Dopo aver risalito la costa Adriatica, liberando le città della Padania e essersi avvicinati a Trieste, i Gruppi vengono sciolti nel 1945. In proposito significa ricordare la “questione orientale”. Ovvero, la Jugoslavia e le truppe Neozelandesi poste a “cuscinetto” sul confine.

LA DIVISIONE “FRIULI” ATTACCA I TEDESCHI IN CORSICA (9 sett - 4 ott 1943)
LA DIVISIONE “FRIULI” SI TRASFERISCE IN SARDEGNA (novembre 1943) E POI NELLA ZONA DI NAPOLI (luglio 1944)

LA DIVISIONE “FRIULI” SI TRASFORMA IN “GRUPPO DI COMBATTIMENTO FRIULI “ (19 settembre 1944

IL “FRIULI” IN TOSCANA E IN ROMAGNA (dicembre 1944 - gennaio 1945)

IL “FRIULI“, FINALMENTE IN PRIMA LINEA, FRONTEGGIA IL NEMICO

IIL “FRIULI” PARTECIPA ALL’OFFENSIVA FINALE

L’INSEGUIMENTO DEL NEMICO E LA LIBERAZIONE DI RIOLO BAGNI, IMOLA, CASTEL S. PIETRO E BOLOGNA