Gruppo di combattimento FOLGORE

Gruppo di combattimento FOLGORE

Gruppo di combattimento FOLGORE

Reggimento paracadutisti Nembo
Reggimento Marina San Marco
Reggimento artiglieria
Battaglione misto del genio
Servizi

Folgore_01

La FOLGORE sulla Linea Gotica (Ricostruzione e realizzazione del prof. Lorenzo Lodi (1920-2008)



La formazione del Gruppo di Combattimento Folgore avviene nel settembre 1944. Una delle sue componenti è il Reggimento paracadutisti Nembo, che al comando del gen. Giorgio Morigi ha già combattuto contro i tedeschi nel Corpo di Liberazione Nazionale e si è particolarmente distinto nella battaglia di Filottrano.
Sciolto il CIL e completata la sua formazione nel Beneventano, il Reggimento Nembo  forma con il Reggimento San Marco la base del Gruppo di Combattimento Folgore,  che dunque risulterà così composto:

Reggimento paracadutisti Nembo;
Reggimento Marina San Marco , formato da tre battaglioni: Bafile, Carole e Grado;
184° Reggimento artiglieria,
CLXXXIV Battaglione Misto Genio e Servizi.

Il gen. Giorgio Morigi è confermato al comando del Folgore che, dotato di armi moderne ed equipaggiato come gli altri Gruppi, dagli inglesi, è assegnato al XIII Corpo britannico. I soldati sul braccio sinistro hanno il tricolore con la “folgore”, emblema del Gruppo.
Il 3 marzo 1945 il Gruppo va a sostituire la 6^ Divisione corazzata britannica, schierandosi nei settori Val Senio, Val Santerno e Borgo S. Lorenzo del fronte, con alla destra il Gruppo di Combattimento Friuli (collegato al X Corpo britannico) e alla sinistra la 10^ Divisione indiana.
Sei giorni più tardi si aggrega al Reggimento Nembo una Compagnia di partigiani, per la maggior parte imolesi, la Brigata Alessandro Bianconcini, detta anche Folgore Bianconcini. Questi partigiani si sono già distinti con la 5^ Armata americana nel settembre 1944 a Monte Battaglia e successivamente nell’ottobre a Puro Cielo e a Ca’ di Malanca.
Di fronte al Gruppo di Combattimento Folgore ci sono la 334^ Divisione tedesca, dotata di gruppi di artiglieria e autocarri, e il Battaglione d’assalto Forlì della Repubblica Sociale Italiana.
A partire dal 23 marzo e fino all’inizio di aprile si combatte aspramente senza poter avanzare. Il 12 aprile viene raggiunta Tossignano (BO), poi si prosegue lungo le valli del Santerno e del Sellustra, dove i battaglioni Nembo e San Marco agiscono con prontezza e vigore fino ad arrivare a Monte del Re. Il 14 aprile il Gruppo passa alle dipendenze del X Corpo britannico.
L’intera prima linea  è ora costituita da due Gruppi di Combattimento italiani poiché il Battaglione Grado del Reggimento San Marco, dopo aver occupato Dozza, prende contatto con il Gruppo di Combattimento Friuli che sta avanzando sulla sinistra della via Emilia. L’avanzata dei due Gruppi si arresta al torrente Gaiana. A questo punto si decide di affrontare le linee tedesche contemporaneamente, il Folgore a Case Grizzano; il Friuli a Casalecchio dei Conti.
All’alba del 19 aprile 1945, dopo una violenta preparazione di artiglieria, i paracadutisti attaccano all’arma bianca e a colpi di bombe a mano, impossessandosi di quasi tutte le difese di Case Grizzano e resistendo ai violenti contrattacchi tedeschi, anch’essi paracadutisti.
Anche i granatieri del Friuli attaccano e si attestano saldamente a Casalecchio dei Conti. Nella notte i tedeschi ripiegano e all’alba del 20 aprile i due Gruppi riprendono l’avanzata. Nel primo pomeriggio si viene a sapere che a sinistra sta avanzando rapidamente lungo la valle dell’Idice anche il Gruppo di Combattimento Legnano, che nella serata si ricongiungerà agli altri.
Così, il 20 maggio 1945, si stanno dirigendo verso Bologna tre Gruppi di Combattimento italiani con al centro il Folgore e ai suoi lati il Friuli e il Legnano. Però, mentre questi due Gruppi il 21 maggio entrano trionfanti a Bologna, al Folgore viene ordinato di dirigersi a Brisighella per riordinarsi. Qui, il 2 maggio,  apprenderà che la guerra è finita.
In due mesi di combattimenti il Gruppo aveva pagato un tributo di 164 morti, 244 feriti e 14 dispersi.
I Caduti riposano nel Cimitero di Guerra di Castel del Rio.

Al termin edel conflitto, il Gruppo di combattimento Folgore ha avuto assegnati i poteri militari dell'Alto Adige. Al Brennero un grande cartellone con il simobolo e il nome del Gruppo da il primo saluto ai rimpatriati dalla Germania al loro arrivo in Italia.

Al termine del conflitto, il Gruppo di combattimento Folgore ha avuto assegnati i poteri militari dell’Alto Adige. Al Brennero, un grande cartellone con il simobolo e il nome del Gruppo, da il primo saluto ai rimpatriati dalla Germania al loro arrivo in Italia.