BONO Salvatore

n. a Campobello di Mazara (Trapani) il 23 aprile 1920 (Wikipedia). Sottotenente complemento fanteria, delegazione trasporti militari 613.

Conseguito il diploma magistrale a Partanna, si iscrisse nella facoltà di filosofia e pedagogia presso l’Università di Roma, laureandosi nel 1953. Chiamato alle armi nel febbraio 1941 ed ammesso al corso allievi ufficiali di complemento nella Scuola di Avellino, nell’agosto successivo venne nominato sottotenente. Assegnato al 74° reggimento fanteria in Pola e, trattenuto in servizio, fu comandato dal novembre 1942 alla Delegazione Trasporti di Nizza (Francia) alla dipendenza della 4^ Armata. Protagonista della difesa della stazione ferroviaria centrale di Nizza dagli attacchi tedeschi alla dichiarazione dell’armistizio, fu raccolto dal nemico gravemente ferito e mutilato. Dopo molteplici vicissitudini, riuscì a rientrare in Patria nel luglio 1944. Subì lunghi ricoveri in luoghi di cura, e fu congedato nell’aprile 1948. Venne promosso tenente dal 1945 nel R.O. (Ruolo d’Onore). Assunto nella carriera amministrativa del Ministero degli Esteri presta servizio al Consolato Generale d’Italia a Nizza. Muore a Campobello di Mazara (Trapani) il 28 maggio 1999 (Wikipedia). 

Nella difesa del più importante centro logistico di un’armata, morto il suo capitano, assumeva il comando dei pochi superstiti. Aggredito da soverchianti forze nemiche in un ufficio del comando, freddava con colpi di pistola un ufficiale tedesco ed alcuni soldati ponendo in fuga i rimanenti. In una successiva aggressione, trovatosi con la pistola scarica, impegnava una lotta selvaggia con pugni e morsi. Aiutato da un suo sotteefficiale, immobilizzava un secondo ufficiale nemico che decedeva poco dopo. Mentre tentava di colpire con bombe a mano altri militari sopraggiunti veniva investito in pieno da schegge di bombe lanciate dal nemico che provocavano lo scoppio della bomba che teneva nella mano destra, già a sicurezza sfilata e pronta per il lancio. Crivellato dalle schegge, cieco, privo della mano destra, veniva ricoverato in ospedale ove con stoicismo, che solo i prodi e gli audaci possiedono, senza un lamento sopportava l’amputazione dell’avambraccio destro, l’enucleazione dell’occhio sinistro ed altri dolorosissimi atti operatori. Magnifico esempio di alte virtù militari e di suprema dedizione alla Patria. Nizza (Francia), 8 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 281.