BARBIELLINI AMIDEI Bernardo

n. 1896 Roma. Tenente colonnello colonnello fanteria, 48° reggimento fanteria.

Arruolatosi volontario il 25 novembre 1915, dopo un breve corso all’Accademia Militare di Torino era nominato aspirante ufficiale del genio il 7 marzo 1916. Assegnato alla 119^ compagnia zappatori in zona di guerra, riportava, nel dicembre successivo una ferita in combattimento; ritornato al fronte nel giugno 1917 col grado di sottotenente vi si distingueva con la 208^ compagnia del 2° genio zappatori conseguendo, nel luglio successivo, la promozione a tenente. Partito nel 1918 per la Tripolitania con la 184^ compagnia rimpatriava dopo oltre due anni di colonia, nel giugno 1920. Collocato in congedo dopo tre anni di guerra in cui aveva riportate quattro ferite e meritato due encomi solenni, svolgeva intensa attività politica. Laureato in Scienze politiche, libero docente in geografia politica ed economica nell’Università di Roma, nonché professore incaricato di Lingua iranica, fu autore di numerose pubblicazioni di carattere geografico, pubblicista e deputato per tre legislature. Promosso maggiore nell’aprile 1934, due anni dopo era promosso tenente colonnello per meriti eccezionali. All’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, nonostante fosse stato collocato in congedo assoluto ed iscritto nel R.O. (Ruolo d’Onore), otteneva il richiamo in servizio e, dopo un breve periodo trascorso all’Isola d’Elba, era assegnato al 48° reggimento fanteria dislocato in Albania.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Carso, 1916; Basso Piave, 1917-18); Capitano per meriti di guerra (Libia, 1918).

Mutilato della grande guerra, partiva volontario per l’Albania ove, per quanto in età avanzata, chiedeva insistentemente il comando di un reparto. Addetto al comando di un reggimento di fanteria, si prodigava con giovanile entusiasmo e con assoluto spirito di sacrificio per il buon funzionamento di ogni servizio. Sempre primo ove maggiore fosse il pericolo entusiasmava con vibranti parole di fede i fanti, ai quali prodigava ogni premuroso interessamento. Durante un aspro combattimento nell’intento di individuare una batteria nemica che riusciva particolarmente molesta, col suo fuoco preciso, si recava su di un osservatorio esposto ad intenso tiro avversario e per quanto invitato a desistere, non abbandonava il suo posto. Colpito mortalmente da una granata nemica nel momento in cui era riuscito ad individuare la batteria avversaria, trovava ancora la forza d’incoraggiare i militari che lo avevano soccorso, incitandoli ed esaltando loro l’immancabile vittoria. Fulgido esempio di abnegazione e sentimento del dovere. – Zona Profeta Elia (Fronte greco), 3-7 novembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 447.

 

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