CARETTO Aminto

n. 1893 Crescentino (Vercelli). Colonnello s.p.e. (servizio permanente effettivo), 3° reggimento bersaglieri.

Nominato sottotenente dei bersaglieri nel 1914, partecipò alla prima guerra mondiale prima col 4° reggimento bersaglieri e, dopo la promozione a capitano, col 14°. Ferito a Monte Zebio nel giugno 1916, ritornava al fronte l’anno dopo e al comando di reparti d’assalto si distinse nel 1918 nella battaglia del Piave. Nel giugno 1922, destinato a domanda nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali)  dell’Eritrea, fu assegnato al X battaglione eritreo col quale prese parte dal 1923 al 1926 alle operazioni svoltesi in Cirenaica per la occupazione del Gebel meritandosi anche un encomio solenne. Rientrato al 4° bersaglieri, fu promosso maggiore nel 1928, e, trasferito prima all’11° e poi all’8° bersaglieri, passò infine nel 1936 all’Ispettorato delle truppe celeri col grado di tenente colonnello. Promosso colonnello il 1° gennaio 1940, assumeva nell’ottobre successivo il comando del 3° bersaglieri. Partecipò alla campagna jugoslava e alle successive operazioni di guerra nella penisola balcanica, quindi rimpatriò col reggimento nel luglio 1942 e dopo pochi giorni partiva per la Russia. Ferito il 2 agosto dello stesso anno nella battaglia per la conquista della testa di ponte di Serafimowich sul Don, decedeva il giorno 5 nell’ospedale da campo n. 46.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Nervesa, giugno 1918); M.B. (Medaglia Bronzo)(Nervesa, 1918); M.B. (Palazzolo della Stella, novembre 1918); Cr.g. al V.M. (Croce d guerra al Valore Militare (Monte Val Bella, gennaio 1918); M.B. (Altopiano Cirenaico, aprile – maggio 1924); M.A. sul campo (Gorlowka, novembre 1941); M.A. sul campo (Petrojalowka, dicembre 1941).

Soldato di tempra purissima e di indomito valore, veterano di tre campagne da lui vissute a capo di unità scelte e d’assalto, comandante abile ed audace che a carattere integerrimo univa le risorse più esaltatrici del sentimento, in ogni prova, in ogni rischio, in ogni evenienza di guerra, dava testimonianza delle sue doti inestimabili di comando e di azione. Alla testa di un reggimento bersaglieri, che all’impronta del suo personale ardimento ragguagliava ovunque i vertici di nobili tradizioni e di storia superba, si distingueva per sagace perizia ed elette qualità guerriere nelle operazioni sul fronte jugoslavo e su quello russo, dove la sua unità meritava una seconda medaglia d’oro. Dopo aver guidato per oltre un anno vittoriosamente sul fronte orientale i suoi battaglioni, avventandone con impeto leggendario le logore file contro nemico soverchiante che in impari lotta era ricacciato oltre il Don, soccombeva per ferita, consacrando col supremo sacrificio il suo destino di eroe. Balcania, 13 aprile 30 giugno 1941; Fronte russo, 26 luglio 1941-5 agosto 1942.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 62.

 

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