CIMICCHI Giuseppe

n. 1913 Castel Viscardo (Terni). Capitano s.p.e. A.A.r.n. (servizio permanente effettivo Arma Aeronautica ruolo naviganri), pilota.

Compì gli studi medi presso l’Istituto agrario di Todi, poi, frequentato il biennio di educazione fisica a Roma negli anni 1932 -1934, fu insegnante presso le Scuole a L’Aquila e a La Spezia. Nel maggio 1935 si arruolò volontario nella Aeronautica in qualità di allievo ufficiale pilota, conseguendo nel settembre dello stesso anno il brevetto di pilota militare e la nomina a sottotenente pilota di complemento; indi fu assegnato alla 184^ squadriglia R.M.L. (Ricognizione Marittima Lontana) ad Augusta. Volontario in A.O.I. (Africa Orientale Italiana) partecipò alle operazioni di polizia coloniale. Ammesso, in seguito a concorso, a frequentare il 1° corso presso la Scuola di applicazione dell’Aeronautica Militare in Firenze, nel dicembre 1938, fu nominato tenente pilota in s.p.e. Alla dichiarazione della 2^ guerra mondiale prestava servizio all’aeroporto di Decimomannu (Sardegna) da dove iniziò quell’attività bellica che per 40 mesi non doveva mai interrompere. Dopo aver partecipato in qualità di bombardiere ad un ciclo operativo nel Mediterraneo Occidentale, chiese di far parte della nuova specialità aerosiluranti e dopo un breve corso svolto presso l’aeroporto di Capodichino, il 1° marzo 1941 venne destinato alla 281^ squadriglia autonoma A.S. (Africa Settentrionale). Inviato a Rodi, nell’aviazione dello Egeo, iniziava un intenso ciclo operativo nel Mediterraneo Orientale, partecipando all’occupazione di Creta e all’affondamento di numeroso naviglio nei porti e davanti alle coste nemiche dell’Egitto e della Siria. Trasferito nel maggio 1942 all’aeroporto di Pisa in qualità di istruttore presso il 3° nucleo addestramento A.S., non interruppe la sua attività bellica e partecipò alle battaglie aeronavali di mezzo agosto di quell’anno. Dal settembre 1942 passò al 130° gruppo autonomo A.S. dell’aeroporto di Elmas (Sardegna), dove nel marzo 1943 ebbe la promozione a capitano. Undici volte citato sui bollettini di guerra, per aver compiuti 29 siluramenti e affondato più di 120.000 tonnellate di naviglio nemico. Dopo l’armistizio, fece parte del battaglione Arditi R.A. (Ricognizione Aerea) col quale partecipò alla guerra di liberazione. Nel novembre 1944 fu assegnato al Comando della 3^ Z.A.T. (Zona Aerea Territoriale); indi prestò servizio presso ii Ministero Assistenza post-bellica e successivamente al 36° stormo a Guidonia. Dal 1950 al 1951 frequentò la Scuola di guerra aerea di Firenze e fu promosso maggiore con anzianità dal 30 dicembre 1950. Nel dicembre 1955 ottenne la promozione a tenente colonnello e assunse il Comando del 302° gruppo A.V. Negli anni 1957 e 1958 frequentò il corso superiore di guerra aerea e al termine di esso venne destinato allo S.M. (Stato Maggiore) della 3^ Z.A.T. quale Capo ufficio Addestramento e Operazioni, quindi fu assegnato al Comando dell’aeroporto dell’Urbe e promosso colonnello nel 1962. E’ decorato anche della Croce di ferro di 2^ classe Germanica. Risiede a Roma.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) sul campo (Cielo del Mediterraneo Orientale, aprile 1941); M.A. sul campo (Mediterraneo Orientale, maggio-ottobre 1941); M.A. sul campo (Cielo del Mediterraneo, settembre 1942 – gennaio 1943); M.A. sul campo (Cielo del Mediterraneo, novembre 1942); M.B. (Medaglia Bronzo) (Cielo del Mediterraneo, giugno – novembre, 1940); M.B. sul campo (Cielo del Mediterraneo, novembre-dicembre 1941); M.B. sul campo (Cielo del Mediterraneo, agosto 1942); Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Cielo delle Baleari, agosto 1940); avanzamento per meriti di guerra nel grado di tenente (agosto 1941).

Eccellente aerosiluratore, magnifico comandante di squadriglia, nel corso di otto mesi di guerra nel Mediterraneo, prendeva parte singolarmente e alla testa dei suoi gregari che trascinava in superbe gare di ardimento a sedici durissime e rischiosissime azioni di siluramento e di ricognizioni offensive violando munitissime basi nemiche come Algeri, Bougie e Gibilterra. Col preciso lancio dei suoi siluri colpiva ed affondava o danneggiava gravemente ventuno fra piroscafi e navi da guerra nemici. Esempio luminoso di cosciente temerarietà e di assoluta intera dedizione alla Patria ed all’Arma. Cielo del Mediterraneo, 21 settembre 28 novembre 1942 e 29 gennaio – 17 agosto 1943.

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