PASCUCCI Luigi

n. 1909 Roma. Tenente complemento, 132° reggimento fanteria carrista Ariete.

Conseguita la laurea in economia e commercio nell’Università di Roma, si arruolò volontario quale allievo ufficiale nel novembre 1934 e nel 1935 ottenne la nomina a sottotenente, destinato al 51 reggimento fanteria. Trasferito in febbraio del 1936 al reggimento carri armati, alla fine di aprile partiva col III battaglione carri d’assalto per l’A.O. (Africa Orientale) dove partecipava con onore, nella Divisione speciale Laghi, alle operazioni di grande polizia coloniale nella regione dei Galla e Sidamo. Rimpatriato nel giugno 1937 e collocato in congedo, venne richiamato nel dicembre del 1941 col grado di tenente e l’anno dopo, il 9 agosto 1942, raggiungeva in volo il 132° reggimento carrista della Divisione Ariete allora schierato sul fronte di El Alamein, ove assunse il comando della 10^ compagnia del  XIII battaglione. Fu promosso capitano con anzianità 1° gennaio 1942, dopo la sua morte.

Altre decorazioni: Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Addicciò – A.O. (Africa Occidentale), novembre 1936).

Comandante di compagnia carristi, negli aspri combattimenti dell’ultima battaglia di El Alamein trasfondeva nel suo reparto eccelse doti di animo e di cuore col costante esempio di cosciente sprezzo del pericolo. Sosteneva con indomita fermezza il compito di proteggere il fianco sinistro dello schieramento reggimentale pressoché accerchiato dalla dilagante massa di mezzi corazzati avversari, consentendo con agli altri reparti l’esecuzione dell’ordine di ripiegamento. Conscio della necessità di arginare, anche per poco tempo, l’avanzata dell’avversario, nonostante l’infernale bombardamento, e incurante della schiacciante superiorità del nemico, alla testa degli undici carri superstiti si avventava in mezzo alla formazione avversaria costringendola ad arretrare in disordine e con gravi perdite, seguito, nel supremo consapevole sacrificio, dall’emulazione dei suoi eroici soldati. Il campo della cruentissima lotta non restituì le loro spoglie, ma rimasero i dilaniati relitti dei loro carri a testimoniare la sublime, disperata impresa e ad additarli ad esempio dello spirito di sacrificio, di abnegazione e di cameratismo spinto alle più alte vette dell’ eroismo. Bir el Abd-Fuka (A.S.) (Africa Settentrionale), 4-5 novembre 1942.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 112.

 

 

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