PURRELLO Michele

n. 1892 San Giovanni Gemini (Agrigento). Maggiore complemento fanteria, 157° reggimento.

Nel giugno 1915, appena conseguito il diploma di perito agrario a Catania, venne chiamato alle armi e nominato sottotenente della M.T. (Milizia Territoriale). Destinato al 10° reggimento bersaglieri, partecipò alla prima guerra mondiale dall’ottobre 1915 conseguendo, nel dicembre dello stesso anno, la promozione a tenente. Collocato in congedo nell’agosto 1919, nell’anno successivo otteneva la promozione a capitano con anzianità 31 ottobre 1917. Titolare di una cattedra presso l’Istituto agrario di Catania, abbandonò l’insegnamento nell’ottobre 1935 per arruolarsi volontario per l’A.O. (Africa Orientale) dove partecipò alle operazioni di guerra e nel fatto d’arme di Asgheb Tzelà del 21 gennaio 1936 rimase gravemente ferito. Promosso maggiore a scelta speciale, prese poi parte alle operazioni di grande polizia coloniale al comando del XIX battaglione indigeni, distinguendosi in lunghi ed aspri cicli operativi. Congedato alla fine del 1938, pochi mesi dopo, nel maggio 1939, rivestì nuovamente l’uniforme per raggiungere in Libia il 157° reggimento fanteria motorizzato della Divisione Cirene di cui assumeva il comando del III battaglione.

Altre decorazioni: M.A. (Megadlia Argento) sul campo (A.O., 21 gennaio 1936); M.A. (A.O., 19-24 ottobre 1937); M.A. (A.O., 5-6 dicembre 1937); M.B. (Medaglia Bronzo) (A.O., 27 novembre. 1937).

Comandante di battaglione più volte decorato al valore, in sette mesi di guerra combattuta nelle più difficili condizioni, sapeva infondere nellanimo dei suoi fanti la sua ardente passione per il rischio, la sua grande devozione per la Patria, il suo grande spirito di sacrificio e di abnegazione. Durante 23 giorni di difesa di una piazzaforte seppe tener testa, sul tratto di fronte del suo battaglione, alla strapotenza degli opposti mezzi in condizioni di blocco assoluto. Avuto ordine di ristabilire la situazione su un importante tratto di fronte che stava per cedere, condusse con somma perizia ed audacia i suoi reparti al contrattacco. Ferito gravemente alla gola, non volle lasciare il suo posto di comando fino a che esausto e dissanguato dovette allontanarsi. Mentre accompagnato cercava di raggiungere il posto di medicazione reggimentale, fu sorpreso da carri armati che gli intimavano la resa. Debole e grondante ancora sangue, con un ultimo grandioso, sublime sforzo lanciò l’ultima bomba ed immolò la sua vita per la grandezza della Patria.- Africa Settentrionale, 3 gennaio 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 521.

 

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