QUARANTOTTI Aldo

n. 1910 Napoli. Tenente Colonnello s.p.e. A.A.r.n. (servizio permanente effettivo Arma Aeronautica ruolo naviganti), pilota.

Conseguita a Napoli la maturità classica nel Liceo Vittorio Emanuele fu ammesso al corso Grifo presso l’Accademia Aeronautica di Caserta, nell’ottobre 1929 e nell’agosto 1932 venne nominato sottotenente in s.p.e. Tenente nel 1933 nel 9° stormo da bombardamento, due anni dopo, nel dicembre 1935, partiva volontario per l’A.O. (Africa Orientale) assegnato all’11^ squadriglia. Rimpatriato col grado di capitano alla fine del 1936, ripartì, sempre volontario, per la Spagna nel gennaio 1938. Dopo essersi distinto in varie imprese su Barcellona al comando di una squadriglia di bombardieri notturni, rientrò in patria nel gennaio 1939, assegnato al Centro sperimentale di Guidonia. Promosso maggiore per merito straordinario poco dopo, lasciò il Centro sperimentale alla dichiarazione di guerra nel giugno 1940 e fin dall’inizio del conflitto si segnalò in audace azione contro la base di Gibilterra. Trasferito in Sicilia nel maggio 1942 ed ottenuto il comando del II gruppo C.T. (Caccia Terrestre) dotato di nuovi apparecchi sperimentali, in circa due mesi, effettuò 34 azioni sul cielo di Malta abbattendo personalmente 3 velivoli e 64 in collaborazione con i suoi piloti. Scomparve in mare il 12 luglio 1942.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Cielo di Àtzelà – Debra Marcos – Corgorà, febbraio-maggio 1936); M.B. (Medaglio Bronzo) (Cielo di Addis Abeba, giugno 1936); M.A. (Cielo di Spagna, settembre-dicembre 1938); M.A. sul campo (Cielo di Gibilterra, luglio 1940); M.A. sul campo (Cielo del Mediterraneo, giugno 1942); capitano per merit di guerra (1936).

Comandante di un gruppo da caccia, portava il suo reparto, ogni giorno, al combattimento sul mare e sul cielo di munita base nemica. Sempre primo ad attaccare, conseguiva personalmente ed in collaborazione numerose vittorie. Animatore instancabile, capo audace ed esperto, incurante del pericolo, destava l’ammirazione dei gregari e dei nemici, per l’impeto e la perizia dei suoi attacchi. Appena rientrato da una vittoriosa azione di guerra, ripartiva in volo, in un supremo tentativo di salvare un gregario caduto in mare, e, con ammirevole spirito, di abnegazione e di sacrificio, insisteva nelle ricerche, nonostante le proibitive condizioni atmosferiche. Non faceva ritorno alla base, sopraffatto, non dal nemico, ma dall’avverso destino. Espressione purissima di eroismo e di fede, riaffermava le sue altissime virtù militari lasciando un retaggio luminoso di sublime ardimento. Cielo del Mediterraneo e di Malta, maggio – luglio 1942.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 53.

 

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