SAMPAOLI Alceo

n. 1917 Vito d’Asio (Udine). Sergente maggiore, 17° reggimento fanteria.

Arruolatosi volontario nel 58° reggimento fanteria, fu congedato nel 1934 col grado di sergente. L’anno dopo, in aprile, richiamato nel 93° fanteria fu assegnato al battaglione di marcia destinato in A.O. (Africa Orientale). Promosso sergente maggiore nel marzo 1937, ottenne di partire volontario per la Spagna e sbarcato a Cadice il 6 ottobre, partecipò per due anni alle operazioni militari col 1° reggimento fanteria della Littorio. Rimpatriato nel giugno 1939 e ricollocato in congedo, fu nuovamente richiamato nel gennaio 1941, e, destinato al II battaglione del 17° fanteria Acqui, partiva per 1’Albania. Ferito gravemente il 14 aprile dello stesso anno, rimpatriò sulla nave ospedale Gradisca e il 13 maggio successivo, decedeva nell’ospedale militare di Bari.

Comandante di squadra fucilieri già distintosi per fermezza, coraggio ed elevato sentimento del dovere, guidava animosamente i dipendenti all’attacco di forte posizione nemica. Fermato il suo reparto dai reticolati avversari, si univa ai volontari per l’apertura dei varchi. Accortosi che il comandante di una squadra era caduto, sotto violentissimo fuoco lo raggiungeva, riuniva i superstiti ai suoi fanti ed a capo di tutti si lanciava attraverso i varchi all’assalto, conquistando la quota che il nemico tenacemente difendeva. Gravemente ferito, prostrato e sanguinante, ma non domo nello spirito, continuava ad incitare alla lotta i soldati, piegando solo per l’esaurimento quando l’avversario era già posto in fuga. Durante la degenza in luogo di cura, conscio dell’imminente fine, esprimeva sentimenti di fede nella vittoria e di ardente patriottismo. Umile, grande e luminosa figura di eroe. Q. 426 di Bolena (Fronte greco), 14 aprile 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 652.

 

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