SEGANTI Carlo

n. 1917 Venezia. Tenente s.p.e. A.A.r.n. (servizio permanente effettivo Arma Aeronautica ruolo naviganti), pilota.

Figlio di ufficiale medico della Marina Militare, amante della vita sportiva ed appassionato per l’aviazione, conseguito il brevetto di pilota civile si arruolava nell’Aeronautica nel giugno 1938. Nominato sottotenente di complemento dopo avere frequentata la Scuola di pilotaggio di Pisa e conseguito il brevetto di pilota militare era inviato alla Scuola caccia quindi, dal settembre 1940, fu assegnato al 2° gruppo autonomo C.T. (Caccia Terrestre). Ammesso, poi, a domanda, al corso di addestramento di tiro in picchiata presso l’aeroporto di Lonate Pozzolo, passò al 97° gruppo autonomo col quale partecipò alle operazioni di guerra sul fronte greco-albanese. Promosso tenente nell’aprile 1941 ed assegnato alla 358^ squadriglia del 2° gruppo C.T., si distinse nella battaglia aeronavale di mezzo giugno nel Canale di Sicilia. Con decreto del 3 luglio 1942, pochi giorni prima della sua scomparsa con l’apparecchio in mare, a sud di Capo Scaramia, era trasferito nei ruoli del servizio effettivo.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Bronz0) sul campo (Cielo del Mediterraneo Centrale, luglio 1941); M.B. sul campo (Cielo del Mediterraneo, giugno 1942); trasferito nel ruolo del s.p.e. col grado di sottotenente per meriti di guerra (1942).

Audacissimo ed eroico combattente dell’aria sempre cercava la lotta ed il combattimento là dove il nemico era più numeroso ed aggressivo. Benchè cacciatore, si offriva volontario per un reparto di bombardamento a tuffo nell’intento di colpire più duramente il nemico riuscendo in ben 50 azioni in picchiata, a portare i suoi colpi micidiali su terra e sul mare. Rientrato nella specialità caccia con immutato ardore combattivo e destinato sul più duro fronte aeromarittimo, sosteneva combattimenti nel corso dei quali abbatteva personalmente cinque avversari e molti altri in collaborazione. Anima ed esempio dei compagni del suo gruppo non desisteva dalla lotta nemmeno con l’apparecchio gravemente colpito. Rientrato da un aspro combattimento, nel corso del quale un suo compagno era caduto in mare, partiva alla sua ricerca nonostante le avverse condizioni del tempo, ma dal generoso tentativo non faceva ritorno. Esempio fulgidissimo di eroismo cosciente, di inflessibile volontà di lotta e di sublime spirito di sacrificio. Cielo della Grecia e del Mediterraneo, giugno 1940-luglio 1942.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 54.

 

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