ZUCCHI Paolino

n. 1915 Collalto di Tarcento (Udine). Sergente maggiore, 8° reggimento alpini, battaglione Cividale.

Licenziato dalla scuola di avviamento, si dedicò all’azienda agricola paterna pur continuando a studiare privatamente per conseguire il diploma di geometra. Arruolato nel 1936 nell’8° reggimento alpini ed inviato alla Scuola Centrale ad Aosta fu promosso sergente nell’aprile 1937 e congedato. Richiamato il 30 agosto 1939 ed assegnato al battaglione Val Natisone, nel novembre 1940 partiva in volo per l’Albania. Partecipò alla campagna di Grecia e, rimpatriato per grave malattia polmonare, rientrò al reggimento il 19 luglio 1942. Col battaglione Cividale partiva pochi giorni dopo per la Russia.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Bronzo) (Sella Policanit – Fronte greco-albanese, novembre 1940).

Comandante squadra fucilieri e vice comandante di plotone, dotato di rare doti di ardimento, trascinatore per eccellenza, già distintosi nella campagna dell’Albania, ferito e decorato al V M. (Valore Militare), si offriva più volte volontario per colpi di mano nelle linee nemiche. Durante l’attacco ad una munita posizione, da più giorni teatro di lotte sanguinose, rivendicava l’onore di assaltare la postazione dominante la quota, cardine della difesa nemica. Incitati i suoi alpini col motto del battaglione, affrontava con impeto travolgente la forte difesa e, trovando nella sua volontà di vittoria ascose energie, superava di corsa l’erto pendio ed il ciglio conteso. Primo fra i primi lanciava le sue bombe a mano contro i difensori che, sgomenti, si davano alla fuga.  Incurante del rischio a cui si esponeva, per l’intera giornata, ritto in piedi sulla posizione, impartiva ordini alla sua squadra, impegnata a respingere continui contrattacchi nemici, e personalmente scaricava con la calma il suo moschetto sugli attaccanti, determinando con il suo esempio la fermezza dei dipendenti. Individuato e fatto segno al tiro di un pezzo anticarro, cercava a sua volta di precisare la postazione e rimaneva ritto al suo posto finché, colpito in pieno, immolava la sua giovinezza tutta spesa al servizio della Patria in armi. Magnifica figura di combattente che trovava nell’ardore della lotta vera ragione di vita. Quota Cividale di Nowo Kalttwa (Fronte russo), 4 gennaio 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 165.

 

 

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