BARUZZI Aurelio

BARUZZI AURELIO110di Giovanni e di Pia Cortesi, nacque a Lugo di Ravenna il 9 gennaio 1897. Risiede a Roma.
Diplomatosi ragioniere nell’Istituto tecnico di Ravenna, trovò impiego in una banca locale. Nel febbraio 1915, si arruolò volontario allievo sergente nel 41° reggimento fanteria col quale entrò in guerra il 24 maggio. Nominato sottotenente di complemento in dicembre nel 28° reggimento fanteria, partecipò alle azioni sul Sabotino e sul Podgora meritando una medaglia di bronzo al v. m. il 22 dicembre 1915. Il 6 agosto 1916, all’inizio della battaglia per la conquista di Gorizia, al comando di un reparto di bombardieri a mano, precedendo l’ondata di attacco del reggimento, si lanciò per primo in un camminamento austriaco impadronendosi di quattro lanciabombe e catturandone il personale addetto. All’alba dell’8 agosto, con soli quattro uomini fece con somma audacia irruzione nel sottopassaggio ferroviario di Gorizia superando di slancio le ostruzioni che ne impedivano l’accesso e costrinse alla resa i 200 soldati ed alcuni ufficiali austriaci che lo difendevano. Guadato poi l’Isonzo, fu il primo ad entrare in Gorizia e raggiunta la stazione ferroviaria vi piantò il tricolore. Con moto proprio sovrano del 4 settembre 1916 gli fu concessa la medaglia d’oro al v. m., consegnatagli sul campo dal Duca d’Aosta, presenti le rappresentanze di tutti i reggimenti della 3a Armata. Dice la motivazione:

Comandante di un reparto di bombardieri a mano, si slanciava per primo in un camminamento austriaco, catturandovi uomini e materiali. Due giorni dopo, accompagnato da soli quattro uomini, irrompeva in un sottopassaggio della ferrovia apprestato a difesa, contro il quale si erano spuntati gli attacchi dei due giorni precedenti, intimando audacemente la resa a ben duecento uomini, che venivano catturati unitamente a due cannoni e ricco bottino di armi e materiale. Più tardi partecipava al passaggio a guado dell’Isonzo, si spingeva in Gorizia e nella stazione innalzava la prima bandiera italiana. – Gorizia, 6- 8 agosto 1916.

Trasferito nei ruoli del servizio permanente per merito di guerra nell’ottobre successivo e promosso capitano nell’ottobre 1917, combatté sugli Altipiani con la compagnia arditi reggimentale. Durante la battaglia del solstizio, sul Piave, il 19 giugno 1918, a Fagarè, si trovò combattendo con pochi uomini, circondato da forze avversarie; si difese strenuamente ed una seconda medaglia di bronzo premiò il suo coraggio. Al termine del conflitto, inviato in Albania, ottenne una croce di guerra al v. m. il 23 luglio 1920 a Valona. Nel 1926 fu assegnato al Ministero della Guerra; nel 1930, passò all’84° reggimento; fu a disposizione del Maresciallo d’Italia Pecori Girardi dal1931 al 1933 e ritornò al Ministero della Guerra nel 1935. Promosso maggiore nel1937 e tenente colonnello nel 1942, lasciò il servizio attivo nel 1953. Nella riserva ottenne i successivi gradi di colonnello e di generale di brigata.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 248.

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