BERTACCHI Giovanni

GIOVANNI BERTACCHI099di Paolo e di Luisa Vaciago, nacque a Lugo di Romagna il 30 gennaio 1894 e morì in combattimento nei pressi di Gallio sull’Altipiano di Asiago il 4 dicembre 1917.
Di famiglia piemontese, compiuti gli studi classici ad Avellino, si iscrisse nella facoltà di lettere presso l’Università di Pisa, che gli conferì, poi, alla memoria la laurea ad honorem nel 1918. Ardente di entusiasmo patriottico, fu tra i più attivi giovani del movimento nazionalista universitario pisano, e, impaziente di partecipare alla guerra contro l’Austria, nella quale già combattevano il padre generale ed altri due fratelli, ottenne di essere arruolato nel novembre 1915. Ammesso al corso allievi ufficiali di complemento presso la Scuola Militare di Modena, venne nominato aspirante nel marzo 1916. Destinato al 157° reggimento fanteria della brigata Liguria, raggiunse subito il reggimento in zona di operazioni ed assegnato alla 1^ compagnia ebbe il suo battesimo di fuoco, come sottotenente, su Monte Zovetto, durante l’offensiva austriaca del maggio nel Trentino, meritando un encomio solenne. Promosso tenente nel febbraio 1917, altro encomio solenne gli fu tributato per il suo comportamento nelle azioni sul Pasubio nell’agosto dello stesso anno. Dopo il ripiegamento sul Piave dell’ottobrev1917, portatosi nuovamente in linea sugli altipiani, a Monte Zomo, al comando di un plotone della compagnia, ebbe a segnalarsi nei combattimenti sostenuti dal 16 al 24 novembre respingendo i numerosi e sempre più violenti attacchi nemici. Alcuni giorni dopo, e precisamente il mattino del 4 dicembre, ad un rinnovato attacco nemico alle posizioni sul tratto di fronte Monte Zomo – Sisemol, il Bertacchi, nella difesa del posto avanzato di Casa Sambugari di Gallio, in Val Frenzela, benché gravemente ferito, continuò imperterrito a combattere con strenuo valore. Colpito in pieno dallo scoppio di una bomba a mano, cadde sul campo di battaglia e la sua salma non fu più ritrovata. Alla memoria del giovane ufficiale, letterato e poeta, che volontariamente sacrificò la vita per la Patria, venne concessa, con r. d. 13 luglio 1919, la massima ricompensa al v. m. Dice la motivazione:

Esempio di ardimento e di valore, per oltre venti mesi continui di trincea, trasfuse nei dipendenti le alte virtù militari che lo animavano e trascinò più volte brillantemente in lotte vittoriose il proprio plotone sullo Zovetto, sul Pasubio, sulle Melette e la compagnia su Monte Zomo. In servizio di posto avanzato, durante un violento attacco nemico sferrato dopo intenso bombardamento, con fulgida prova di incrollabile tenacia trattenne coi suoi uomini le prime ondate avversarie soverchianti di numero e, gravemente ferito, persistette nella lotta, incitando i dipendenti alla più strenua resistenza, finché colpito da una bomba a mano nemica gloriosamente cadde al proprio posto di combattimento, senza aver mai ceduto un solo palmo del terreno affidatogli. –  Monte Zomo, 16- 17 novembre; Sambugari, 4 dicembre 1917.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1917,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 212.

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