BILLIA Cesare

MOVM CONCESSA PER FATTI D’ARME SVOLTESI INTRIPOLITANIA NEL 1915

BILLIA CESARE144di Giovanni e di Maria Borgna, nacque a Verzuolo di Cuneo il 6 ottobre 1863 e morì il 14 giugno 1915 per ferite riportate in combattimento a Tarhuna, in Libia.
Conseguito il diploma di ragioniere a Cuneo, entrò alla Scuola Militare di Modena nell’ottobre 1883 e due anni dopo venne nominato sottotenente nel 59° reggimento fanteria Calabria. Tenente nel 1888, nel febbraio 1896 fu inviato in Eritrea e partecipò alla battaglia di Adua. Rientrato in Italia al suo reggimento, fu decorato di medaglia di bronzo al v. m; nel giugno 1897 per il coraggio dimostrato nell’affrontare ed arrestare un civile armato durante una rissa. Capitano nel febbraio 1901 nel 10° reggimento fanteria, disimpegnò le funzioni di aiutante maggiore in prima dal 1904 al 1906. Ritornò in Eritrea nel 1908, assegnato a domanda nel R.C.T.C., e comandò la 1^ compagnia cacciatori fino al maggio 1910. Sempre a domanda, nell’ottobre 1911 partecipò in Libia col 63° fanteria alla guerra italo-turca e, nell’occupazione di Misurata, del luglio 1912, fu decorato di medaglia d’argento al v. m. Promosso maggiore nel 26° reggimento fanteria, si segnalò nuovamente a Derna, dove ottenne la seconda medaglia di bronzo al v. m. A Sidi Garbàa, nel luglio 1913, altra medaglia d’argento al v. m. e la promozione per merito di guerra a tenente colonnello premiarono la fermezza, lo slancio e l’ardimento coi quali, seppure ferito, condusse i suoi uomini in quello sfortunato combattimento. Nell’agosto successivo ebbe l’ambito comando del XV battaglione eritrei col quale operò brillantemente nel sud bengasino. Nel maggio 1915, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, gli arabi spinti dai turchi, alleati della Germania e dell’Austria, dichiararono la guerra santa in Libia, ribellandosi al Governo italiano e mettendo in crisi le nostre guarnigioni. Il tenente colonnello Billia, al comando di una colonna composta del suo battaglione, due compagnie di fanteria e una batteria da montagna, fu inviato, dal Governo della Colonia, in soccorso del presidio di Tarhuna, sul Gebel, assediato da bande ribelli. Raggiunta Tarhuna ed assunto il comando del presidio, nel tentativo di alleggerire la pressione nemica, il 28 maggio 1915, si spinse arditamente con alcuni reparti all’attacco dei ribelli e nella battaglia venne gravemente ferito alla spina dorsale. Dopo lunghe sofferenze e spesso in preda al delirio, spirò il 14 giugno 1915 nell’infermeria presidiaria di Tarhuna, amorevolmente assistito dall’eroica consorte del maggiore Brighenti. Alla memoria dell’intrepido ufficiale, con d. L 31 agosto 1916, venne conferita la medaglia d’oro al v. m. Dice la motivazione:

Per le mirabili, splendide prove di attività, energia, abilità e valore personale date nei combattimenti di Kars Tekasis, 21 giugno 1914; Socna, 25 gennaio 1915; Bu Ngeim, 8 febbraio 1915. Morto per ferita riportata combattendo ancora valorosamente a Tarhuna (Libia), 14 giugno 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 318.

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