BORELLI  Elvidio

BORELLI ELVIDIO104di Giuseppe e di Antonietta Guzzi, nacque a Nicastro di Catanzaro il 21 settembre 1892 e morì in combattimento sul Monte Mosciagh il 23 luglio 1916.
Emigrato giovanissimo nell’America Latina per ragioni di lavoro, trovavasi a Buenos Aires, dove esercitava il mestiere di muratore allorché l’Italia dichiarò guerra all’Austria. Chiamato alle armi per mobilitazione, rispose con entusiasmo all’appello della Patria. Il 17 luglio 1915 si presentò al proprio distretto di leva e, poco dopo, dal deposito del 29° reggimento fanteria, partì per il fronte assegnato prima al 61° reggimento e poi al 112° fanteria della brigata Piacenza. Ardito ed intelligente, fu prescelto quale esploratore e porta-ordini del reggimento e sin dalle prime azioni di guerra nelle quali fu impegnato sul Monte San Michele, dette segnalate prove di coraggio, di alto spirito altruistico e di costante sprezzo del pericolo. Per la partecipazione alle operazioni dell’ottobre e novembre sullo stesso San Michele gli fu concessa una medaglia di bronzo al v. m. e la promozione a caporale per merito di guerra. Successivamente, durante la controffensiva nel Trentino partecipò dal 15 giugno 1916 alle operazioni in Val Frenzela ed ancora una volta dimostrò quelle alte virtù militari che già lo avevano distinto in precedenza e per le quali ottenne la promozione a caporal maggiore. Raggiunte poi le pendici di Monte Mosciagh assolse brillantemente, fin dai primi giorni di luglio, missioni esplorative ed informative. Il 22 successivo, capo di una squadra della 6^ compagnia del reggimento, alla vigilia dell’azione si spingeva di sua iniziativa sotto i reticolati nemici, aggrappato alle rocce per osservare le linee e riferire così al suo comando precise informazioni che valsero, il giorno seguente, a guidare la compagnia cui egli apparteneva nella direzione più opportuna. Giunto il momento dell’attacco si lanciò per primo contro i reticolati nel tentativo di aprirsi un varco, ma cadde ferito a morte da pallottola di fucile. Alla memoria dell’eroico calabrese – che qualche giorno prima, nell’apprendere la morte di un suo fratello avvenuta sul campo, aveva esclamato: Mia madre ed il mio fratellino rimarranno soli, ma non importa, purché si salvi l’Italia  – venne concessa, con d. L del 31 dicembre 1916, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Durante un intero anno di guerra, dava costante prova di mirabile coraggio e di ardente amore di Patria. Sempre primo agli assalti ed alla distruzione delle formidabili difese avversarie, era anche esploratore arditissimo ed intelligente informatore. Nell’attacco del 23 luglio, primo fra tutti, si slanciava sul reticolato nemico, tentando di aprirvi un varco. Ferito a morte, incitava ancora con nobili parole i compagni; fulgido esempio delle più belle virtù militari. Monte Mosciagh, 23 luglio 1916.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 236.

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