CARLI Giuseppe

CARLI GIUSEPPEdi Giuseppe e Maddalena Lattanzio, nacque a Barletta il  16 febbraio 1896 e cadde in combattimento sul Monte Mrzli il  1º giugno 1915.
Compiuti i primi studi nella città natale e passato all’Istituto tecnico di Bari, mentre frequentava il terzo anno di ragioneria, attratto dalla vita militare, si arruolò, diciottenne, nell’11° reggimento bersaglieri come allievo sergente.
Promosso sergente nel febbraio 1915 e trasferito al 12° bersaglieri fu assegnato alla 4^ compagnia del XXIII battaglione. Il 24 maggio 1915, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, varcò il confine al M. Matajur con le prime truppe della Divisione speciale bersaglieri e passato l’Isonzo raggiunse la linea di alture sulle propaggini occidentali della catena M. Nero – Sleme – Mrzli, tenuta saldamente da  rilevanti forze nemiche. Quattro volte i valorosi bersaglieri del 12° reggimento al comando del colonnello De Rossi si lanciarono all’attacco delle vette dello Sleme e del Mrzli, senza poterle raggiungere, nonostante le prove di grande valore e le numerose perdite di uomini subite. Nel tardo pomeriggio del 1° giugno, nell’ultimo assalto , il sergente Carli, comandante una squadra del plotone di estrema avanguardia a due battaglioni di bersaglieri inviati di rinforzo sulla posizione raggiunta di quota 1186 ad ovest della cima del Mrzli ancora presidiata dal nemico, fu sottoposto durante l’avanzata ad improvviso e violento fuoco di fucileria e di mitragliatrici austriache. Portatosi, tuttavia, decisamente innanzi con eccezionale coraggio e giunto, per primo, alla testa del suo manipolo di bersaglieri, nel tratto più pericoloso e scoperto della posizione, iniziò prontamente il fuoco con le sue armi per contrastare quello avversario. Ferito gravemente più volte, continuò a sparare incitando con la parola e con l’esempio i suoi bersaglieri al combattimento; colpito nuovamente da altre due pallottole, caduto riverso e morente, ai bersaglieri accorsi per sorreggerlo impose di non pensare a lui, ma di tornare a combattere.
Alla sua memoria venne conferita, con r.d. 4 gennaio 1920, la medaglia d’oro al v.m. Dice la motivazione:

In un critico combattimento, in cui era di estrema necessità l’occupare una posizione per proteggere il riordinamento di altre truppe e dar loro il tempo di riaversi da una sorpresa, con straordinario slancio, trascinando con l’esempio tutta la propria squadra, raggiunse, primo del suo plotone, l’appostamento indicato, furiosamente battuto dal tiro di mitragliatrici nemiche. Ferito gravemente per due volte, non cessò dall’incitare con la voce e con gli atti, bersaglieri e graduati. Colpito ancora due volte, si trascinò, con stoicismo e coraggio impareggiabili, fino a pochi metri dal ciglio dell’appostamento, e quivi, fulgido esempio di tenacia, gridò le sue ultime parole ai dipendenti che avrebbero voluto soccorrerlo: Andate a sparare!, e gloriosamente spirò. Monte Mrzli, 1º giugno 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 30.

 

 

 

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