CORTESE Edgardo

CORTESE EDGARDO027di Edgardo e di Elisabetta Colsman, nacque a Napoli il 28 agosto 1897 e morì in combattimento sul Monte Asolone il 15 giugno 1918.
Compiuti i primi studi presso l’Istituto tecnico De Sanctis passò alla Scuola industriale Feltrinelli di Milano dove conseguì il diploma di perito industriale. Chiamato alle armi per mobilitazione ed arruolato, appena diciannovenne, nel 18° reggimento artiglieria da campagna giunse in zona di operazioni nel marzo 1917. Combatté sul Monte Nero e nella Conca di Tolmino e partecipò, nell’ottobre successivo, al tragico ripiegamento verso il Piave, dopo che il nemico aveva rotto il fronte a Caporetto. Inviato a frequentare un corso per allievi ufficiali, fu nominato aspirante nel marzo 1918 e sottotenente nel giugno successivo. Destinato al 33° artiglieria da campagna in linea sul Grappa, venne assegnato alla 3^ batteria del I gruppo. Il 9 giugno, sull’Asolane, al comando di una pattuglia esplorante meritò un encomio solenne per aver affrontato e messo in fuga a colpi di bombe a mano una grossa formazione austriaca e per aver riferito al suo comando utili informazioni sulla dislocazione del nemico. Destinato come ufficiale di collegamento con le fanterie, sempre sull’Asolone, all’alba del 15 giugno 1918, inizio dell’offensiva austriaca, in linea coi fanti della brigata Bari , vigile ed ardito trasmise dalle trincee notizie sicure e precise indicazioni agli osservatori d’artiglieria per effettuare i tiri d’interdizione, di sbarramento e di repressione sulle trincee e sulle colonne nemiche avanzanti. Ferito ad una mano da scheggia di bomba e fasciatosi alla meglio, non esitò ad attraversare un tratto di terreno scoperto e intensamente battuto dall’artiglieria per riferire personalmente al Comando di Brigata, essendo state interrotte le comunicazioni telefoniche, sulla situazione venuta a crearsi nelle prime linee. Durante il ritorno in trincea, accortosi che una sezione mitragliatrici era rimasta senza comandante, di sua iniziativa ne assunse il comando e rianimati i serventi con la calda parola incitatrice, azionò egli stesso una delle armi sulla quale, pochi istanti dopo, cadde, ripetutamente colpito dal piombo nemico. Con r. d. del 21 marzo 1921, venne concessa alla memoria del prode ufficiale la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Anima indomita di fiero patriota, sollecitò sempre il posto più pericoloso e l’assolvimento dei compiti di guerra più difficili. Di pattuglia quale ufficiale esploratore d’artiglieria, fu nelle prime linee prezioso ausilio di attività e di esempio. Ferito, portò a compimento il suo mandato, riferendo importanti notizie e appena medicato volle tornare ove violenta era la lotta. Vista una sezione mitragliatrici priva di ufficiale, corse ad assumerne il comando rimettendola tosto in azione fra   l’ammirazione dei serventi e portando efficace contributo di fuoco al combattimento, finché, più volte colpito, lasciò la sua eroica esistenza sull’arma, col nome d’Italia sulle labbra. – M. Asolone, 15 giugno 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 72.

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