COSMANO Angelo

COSMANO ANGELO087di Giuseppe e di Caterina Nicotera, nacque a Molochio di Reggio Calabria il 1o marzo 1878 e morì a Reggio Calabria il 24 novembre 1940.
Arruolato nel marzo 1899 nel 44° reggimento fanteria, pochi mesi dopo, in ottobre, partì volontario per l’Eritrea dove venne incorporato nella 1^ compagnia cacciatori d’Africa. Nei lunghi anni della sua permanenza in Africa presso vari reparti, raggiunse, per i successivi gradi, quello di maresciallo ordinario. Conoscitore del dialetto amhara, rese importanti ed utili servizi al Comando delle truppe indigene. Durante la guerra in Libia venne scelto per l’inquadramento del V battaglione eritreo col quale partì per la Tripolitania nel gennaio 1912. Combatté a Gargaresh e a Bir el Turch e nel fatto d’arme di Zanzur dell’8 giugno 1912, ottenne una medaglia d’argento al v. m. per aver portato in salvo un suo ufficiale con grande rischio della propria vita. Terminata la campagna libica, col grado di maresciallo capo, rientrò al suo vecchio reggimento, il 44°, dove ottenne il comando della 3^ sezione mitragliatrici. Alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio 1915 passò l’Isonzo e prese posizione davanti a Plava. Sul Monte Kuk nel settembre successivo, dove rimase ferito, per le prove di capacità di comando e di ardimento fu proposto per una seconda medaglia d’argento,. tramutata nella promozione a maresciallo maggiore per merito di guerra, dopo che egli aveva rifiutata la promozione a sottotenente per non allontanarsi dai suoi soldati, coi quali aveva diviso i pericoli e la gloria della guerra. Durante l’offensiva austriaca della primavera 1916 nel Trentino, il 10 giugno, il Cosmano, con la sezione mitragliatrici postata sulla destra della vetta del Monte Lemerle, accortosi che il nemico tentava di aggirare la posizione, affrontò le ondate d’assalto falciandole inesorabilmente, prima con due mitragliatrici e poi con la sola arma rimastagli. Premute sempre più da vicino, rimase saldo al suo posto manovrando egli stesso l’arma e mettendo in linea tutti gli uomini di cui disponeva, armati di moschetto e di pistola. Invitato ripetutamente ad arrendersi, rifiutò sdegnosamente la resa, e continuando a combattere col manipolo di valorosi, costrinse il nemico a ripiegare. Con moto proprio sovrano del 23 agosto 1916 gli venne conferita la medaglia d’oro al v . m., con la motivazione seguente:

Comandante di una mezza sezione di mitragliatrici, seppe, col solo suo fuoco, arrestare ingenti forze nemiche che l’accerchiavano. Per cinque ore, con un manipolo di valorosi, fronteggiò la situazione contro un nemico soverchiante, compiendo prodigi di eroismo e di destrezza, mostrando sprezzo della morte e tenacia insuperabile. –  Monte Lemerle, 10 giugno 1916.

Trasferito nel giugno 1919 al 20° reggimento fanteria a Reggio Calabria, nel febbraio 1938 veniva collocato a riposo per età.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 202.

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