CRESPI Pietro

CRESPI PIETRO074di Lorenzo e di Camilla Zanna, nacque a Milano il 7 dicembre 1897 e morì in combattimento sul Monte Pertica il 27 ottobre 1918.
Interrotti i corsi professionali di perito edile, di cui gli fu poi conferito il diploma ad honorem dopo la morte, fu arruolato il 10 ottobre 1916 nel 79° reggimento fanteria che raggiunse in zona di operazioni, nel settore del M. Pasubio. Nel febbraio 1917 fu inviato a Brescia a frequentarvi un corso per allievi ufficiali mitraglieri ed a giugno ottenne la nomina ad aspirante ufficiale di complemento. Assegnato alla 772^ compagnia mitraglieri Fiat, tornò al fronte e combatté coi fanti del 49° e 50° reggimento fanteria della brigata Parma al Dosso Faiti, a Castagnevizza e a Monfalcone, dove, nell’agosto 1917, fu decorato di medaglia di bronzo al valore; a Grazigna, nell’ottobre successivo, riportò una grave ferita durante la grande offensiva austro – tedesca. Guarito, nel gennaio 1918, ritornò in linea, con la 1518^ compagnia mitraglieri e promosso sottotenente nel maggio, al comando della 3^ sezione, combatté a fianco dei fanti del 41° reggimento Modena e nell’ultima decisiva battaglia del 24 ottobre sul Grappa, nelle trincee di M. Pertica. Il mattino del 27 ottobre, con risoluto, violento contrattacco, l’avversario riuscì a far ripiegare sotto la vetta del monte i reparti che lo presidiavano. Due battaglioni del 41° fanteria con la 1518^ compagnia mitragliatrici intervennero prontamente per ristabilire la situazione, attaccando il nemico sul fianco destro. Alla 3^ sezione comandata dal sottotenente Crespi fu dato l’incarico di portarsi in prossimità della cima del monte. Ardua fu la presa di posizione su terreno scoperto e battuto dalle artiglierie nemiche, ma il sottotenente Crespi seppe vincere ogni difficoltà e piazzate le armi, reggendone una sul braccio teso, ne diresse impavidamente il fuoco sulle ondate nemiche avanzanti. Ma quando già si profilava la vittoria, colpito in pieno petto da più pallottole, si abbatté sull’arma, facendo così olocausto della sua giovane vita. Al valoroso ufficiale, promosso tenente alcuni giorni dopo, venne conferita alla memoria, con r. d. 30 novembre 1924, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

In un momento particolarmente delicato e difficile, in cui l’esempio personale aveva la più grande influenza, alla testa della propria sezione mitragliatrici, sotto l’intenso bombardamento nemico, risolutamente accorreva per proteggere il fianco di una colonna di attacco. Incontrata aspra resistenza per parte di nuclei avversari provvisti di mitragliatrici, impegnava viva lotta, prima di potersi mettere in posizione, facendo fuoco egli stesso con un’arma sostenuta da un servente. Raggiunta infine la linea da occupare, portava le proprie armi allo scoperto, e dando mirabile prova di coraggio e di fermezza continuava ancora personalmente a far fuoco paralizzando ogni tentativo di avanzata nemica, finché, colpito a morte, cadeva gloriosamente sulla propria arma dopo aver gridato: Forza, mitraglieri, evviva la nostra vittoria!. – Monte Pertica (Grappa), 27 ottobre 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 166.

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