CUCCHIARI Giovanni

CUCCHIARI GIOVANNIdi Giuseppe e di Augusta Mazzolini, nacque a San Ginesio di Macerata il 26 novembre 1894 e morì in combattimento sul Podgora il 24 giugno 1915.
Discendeva da una famiglia che aveva dato all’Esercito prodi soldati fra i quali il generale Domenico Cucchiari e il conte Mazzolini di Forlimpopoli, volontario garibaldino. Studente nell’Accademia delle Belle Arti di Ravenna lasciò i corsi, quasi ultimati, di disegno e di pittura per arruolarsi volontario nell’agosto 1914 nell’11° reggimento fanteria Casale, dal quale passò come disegnatore all’Ufficio fortificazioni di Udine. Dichiarata la guerra all’Austria il 24 maggio 1915, ottenne di raggiungere il suo reggimento, che, già in linea sul fronte, era in posizione ai piedi delle alture tra Oslavia e il Podgora, formidabile bastione protettivo della testa di ponte di Gorizia. Il 23 giugno aveva inizio la prima battaglia dell’Isonzo, caratterizzata, come le successive, dal localizzarsi della lotta in attacchi frontali von l’impiego di tutte le forze disponibili del settore. La 12^ divisione dalle trincee del Podgora, con la brigata Casale in prima linea, si portò con tenacia e ardimento in avanti. Ma gli attacchi si infransero contro le difese costituite da profondi e fitti reticolati, per attraversare i quali occorreva aprire varchi che, in mancanza di altri mezzi, dovevano essere effettuati con pinze tagliafili e con tubi carichi di gelatina, da uomini temerari i quali scontavano spesso con la morte il loro ardimento.
Il soldato Cucchiari, della 3^ compagnia, fu uno di questi eroi temerari. Offertosi volontariamente di fare parte di una pattuglia che il 24 giugno, in pieno giorno, tentava di aprire un passaggio nel fitto dei reticolati nemici, si segnalò per calma e sicuro slancio, uscendo ben due volte dalla trincea, fino a che cadde colpito da una nutrita scarica di fucileria e rimase esanime al suolo. Alla memoria dell’ardimentoso fante fu concessa, con r. d. 13 luglio 1919, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Costante, fulgido esempio di valore e di tenacia, incaricato, con altri, del taglio dei reticolati nemici, si dirigeva verso i reticolati stessi con indomito coraggio e ne iniziava il taglio servendosi delle pinze. Fatto segno, da vicino, a violento fuoco, che gli spezzava la pinza fra le mani, si manteneva calmo e saldo al proprio posto, finché non gli fu ordinato di arretrarsi. Dopo circa un’ora, pur sapendo che l’avversario era sempre vigile, usciva con un’altra pattuglia a ritentare la pericolosa operazione, e primo fra tutti, con impareggiabile ardimento, raggiungeva i reticolati, togliendo dagli stessi un campanello d’allarme. E benché non ancora raggiunto dai compagni, iniziava nuovamente ed intrepidamente il taglio dei fili e continuava nel suo eroico tentativo finché, colpito da una nutrita scarica di fucileria nemica, vi lasciava gloriosamente la vita. Podgora, 24 giugno 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 36.

 

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