GUADAGNI Carlo

GUADAGNI CARLO020di Gaetano e di Carlotta Bellelli, nacque a Santeramo in Colle di Avellino il 27 aprile 1878 e morì in combattimento sul Piave il 15 giugno 1918.
Conseguita nel 1898 la licenza liceale, entrò alla Scuola Militare di Modena e nel settembre 1900 ottenne la nomina a sotto tenente nell’11° reggimento fanteria. Tenente nel 1903, passò, alla fine del 1909, al 40° reggimento della brigata Bologna col quale, il 5 ottobre 1911, si imbarcò a Napoli per la Tripolitania, partecipando alla campagna libica e a Misurata, nel luglio 1912, fu decorato di medaglia di bronzo al valore. Rientrato in Italia nell’ottobre dello stesso anno e promosso capitano nel giugno 1913, fu trasferito al 39° reggimento della stessa brigata Bologna. Due anni dopo, varcato il confine, partecipò alla prima battaglia dell’Isonzo, nel tratto di fronte Redipuglia – Fogliano e nei combattimenti per la conquista del trincerone a quota 92 di Castelnuovo, dal 19 al 26 luglio, fu decorato di medaglia d’argento al valore. Nel giugno 1916, passò nel 47° reggimento Ferrara, sempre sullo stesso fronte Carsico della 3^ Armata. Promosso maggiore nel gennaio 1917, fu trasferito al 218° reggimento della brigata Volturno e poi, nel novembre dello stesso anno, dopo il ripiegamento al Piave, venne destinato al 243° reggimento Cosenza, dove assunse il comando del I battaglione. Il mattino del 15 giugno 1918, sferratosi l’attacco nemico, dalla posizione di attesa di case Ninni venne inviato a sostenere le fanterie della brigata impegnate nei combattimenti nel tratto di fronte davanti a Sant’Andrea di Barbarano. Attaccato da forze nemiche preponderanti, che erano riuscite a passare sulla riva destra del Piave, senza esitare, impegnò una violenta battaglia con l’avversario costringendolo a ripiegare. Poco più tardi, assalito nuovamente e con maggiori forze dal nemico, gli oppose una disperata resistenza. Asserragliatosi coi pochi superstiti nel caposaldo della posizione, si difese arditamente con bombe a mano; colpito al petto da una scarica di fucileria, cadde gloriosamente sul campo della lotta. Alla memoria dell’eroico maggiore, promosso tenente colonnello dopo la morte, venne conferita, con r. d. 23 ottobre 1921, la medaglia d’pro al v. m. con la seguente motivazione:

Durante un poderoso attacco nemico, mentre alla testa del suo battaglione avanzava a sostegno di altro reparto fortemente impegnato, scontratosi con forze preponderanti avversarie, che già avevano travolto le nostre prime linee e minacciavano un completo sfondamento, incurante del numero, le contrattaccava arditamente, e, a prezzo delle più gravi perdite, riusciva ad arrestarle ed a respingere i loro successivi attacchi. Dopo più ore di lotta impari e disperata, ridotto ormai con pochi superstiti, anziché ripiegare, si asserragliava coi medesimi in un caposaldo della posizione, deliberato a resistere a tutta oltranza, e, fulgido esempio di valore e del più alto sentimento del dovere, v’incontrava morte gloriosa. S. Andrea di Barbarano (Piave), 15 giugno l 918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 60.

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