MADONIA Vincenzo

MADONIA VINCENZO017di Cristoforo e di Giovanna Catalano, nacque a Terrasini Favarotta di Palermo il 6 marzo 1891 e morì in combattimento su M. Sei Busi il 25 luglio 1915.
Arruolato il 31 dicembre 1911 nel plotone allievi ufficiali dell’86° reggimento, nel marzo 1913 ottenne la nomina a sottotenente di complemento nel 75° reggimento della brigata Napoli. Congedato nel 1914, riprese e ultimò gli interrotti studi di ragioneria nell’Istituto tecnico di Palermo, occupandosi anche della direzione e della sorveglianza dell’azienda agricola paterna. Interventista fervente, accolse con entusiasmo il richiamo alle armi per la dichiarazione di guerra all’Austria ed assegnato al 16° reggimento della brigata Savona raggiunse, il 12 giugno 1915, la zona di operazioni sulle alture di riva destra dell’Isonzo. Assegnato alla 7^ compagnia combattè valorosamente la prima battaglia dell’Isonzo e, a M. Sei Busi, nei pressi di Polazzo, nell’azione del 2 luglio, si meritò una medaglia di bronzo al v. m. per la calma e il coraggio di cui dette prova durante l’assalto ai trinceramenti nemici, rimanendo sul posto sebbene ferito. Nella seconda battaglia dell’Isonzo, sempre nello stesso settore del fronte contro le posizioni austriache a nord di M. Sei Busi, il suo personale valore permise al reggimento la conquista di alcuni elementi di trincee. L’azione iniziata all’alba del 21 luglio, si protrasse ininterrottamente per quattro giorni con accaniti combattimenti e si concluse il successivo giorno 25, allorchè attraverso alcuni varchi aperti nei reticolati per l’opera ardita della 7^ compagnia, reparti del reggimento poterono irrompere e conquistare le trincee di quota 109 del Monte. Il sottotenente Madonia, alla testa della 7^ compagnia, di cui aveva assunto interinalmente il comando, dopo aver fatto costruire durante la notte del 24 luglio dai suoi uomini una trincea di approccio parallela alle difese nemiche, diresse personalmente il taglio dei reticolati per l’apertura dei varchi, ed attraverso il passaggio ottenuto si lanciava all’assalto trascinando i suoi uomini alla conquista della trincea. Colpito due volte dal fuoco della violenta reazione avversaria, cadeva fra i suoi fanti che valorosamente aveva condotto alla vittoria.
Alla sua memoria venne conferita, con moto proprio sovrano del 27 ottobre 1915, la medaglia d’oro al v. m. con una motivazione che esprime in sintesi la condotta eroica del giovane ufficiale:

Già distintosi nei combattimenti dal 21 al 23 luglio 1915 a Polazzo, per audacia e sprezzo del pericolo, nella notte del 24 diresse il taglio dei reticolati nemici, nei quali riuscì a fare aprire un varco, e l’indomani vi entrò per primo con grande ardire e slancio alla testa della sua compagnia, cadendo due volte mortalmente colpito e continuando fino all’ultimo ad incitare i suoi. Polazzo, 21 -25 luglio 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 60.

 

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