MARTELLI Achille

MARTELLI ACHILLE097di Giuseppe e di Chiara Serrao, nacque a Napoli il 20 novembre 1874 e morì a Roma il 7 gennaio 1962.
Arruolatosi volontario in fanteria allievo sottufficiale nel novembre 1892, tre anni dopo, col grado di sergente, combatté in Africa e ad Adua; il 1° marzo 1896, fu decorato di medaglia di bronzo al valore. Congedato e trasferitosi in America, segretario del Consolato di Filadelfia, alla dichiarazione di guerra all’Austria, chiese di rimpatriare. Arruolatosi col grado di sergente maggiore, nel dicembre 1915 raggiunse il 132° reggimento fanteria sul San Michele. Ferito in combattimento per il valore dimostrato in temerarie azioni fu promosso sottotenente per merito di guerra nel febbraio 1916. Intossicato da gas venefici lanciati dal nemico sul San Michele il 29 giugno successivo fu raccolto morente sul campo. Nell’offensiva autunnale sul Carso, combattendo coi fanti di un battaglione del 30° reggimento, conquistò una dolina chiamata, poi, Dolina Martelli, e ferito la terza volta da una scheggia ad una spalla, che gli lese un polmone, venne raccolto moribondo. Promosso tenente ancora per merito di guerra, mentre era degente in ospedale, ritornato in linea, nel giugno 1917 combatté sul Faiti e sul Volkovniac e venne promosso capitano per merito di guerra nell’agosto 1917. Sul Piave, nel giugno 1918, coi fanti della brigata Calabria, ebbe la promozione a maggiore per merito di guerra. Assunto il comando del IV reparto d’assalto combatté eroicamente nell’ultima e risolutiva battaglia di Vittorio Veneto. Per gli innumerevoli atti di valore compiuti durante i tre anni di guerra, gli venne conferita, con r. d. 8 gennaio 1922, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Dall’America e senza obbligo di servizio, arruolatosi volontario di guerra col grado di sergente maggiore, si prodigò con entusiasmo ed eroismo eccezionali in molteplici imprese arrischiate e sanguinosi combattimenti, conseguendovi quattro promozioni per merito di guerra. Ripetute volte ferito, anche gravemente, persistette nella lotta e soltanto se ne ritrasse per entrare d’autorità in luogo di cura. Due volte raccolto morente ed a stento salvato, pur essendo minorato per la vita, con le ferite, tuttora aperte, abbreviò la degenza in ospedale, e rifiutò la convalescenza per ritornare in linea, dove con ostinata esibizione volle, come sempre, a sé assegnati i posti più pericolosi ed i compiti più difficili. Spese inoltre la sua preziosa attività in efficace opera di propaganda fra le truppe. Magnifica tempra di soldato e di comandante, in tre anni continui di guerra diede costante fulgido esempio di patriottismo, di fede e di valore militare al più alto grado.  – Carso – Monte Grappa, dicembre 1915 – novembre 1918.

Collocato a riposo nel 1924, fu promosso tenente colonnello e colonnello nel ruolo speciale. Nominato Prefetto, a domanda, partecipò alle operazioni in A. O. Promosso generale di brigata fu, nell’agosto 1941, generale di divisione; dopo il secondo conflitto mondiale, resse l’Istituto del Nastro Azzurro.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 212.

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