MERLI Duilio

DUILIO MERLI025di Giuseppe e di Malvina Facchini, nacque a Coronella di Poggio Renatico di Ferrara il 30 luglio 1893 e morì il 27 maggio 1917 nell’ospedaletto da campo n. 67 in seguito a ferite riportate in combattimento a Castagnevizza.
Arruolato il 24 agosto 1914 nel 27° reggimento fanteria per il servizio di leva e trattenuto per mobilitazione, alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio 1915, partì col reggimento per la zona di operazioni e nel corso del primo anno di guerra combatté sul Sabotino e sul Podgora. Nel gennaio 1916, fu trasferito al 74° reggimento Lombardia e nominato porta-ordini della 2^ compagnia. Nell’arduo compito, allorché ogni altro collegamento era interrotto sul campo di battaglia, affrontò le insidie del terreno e percorse sentieri battuti dall’artiglieria nemica, per recapitare in tempo gli ordini ai reparti impegnati nel combattimento. Durante i combattimenti sostenuti dal reggimento sul Faiti, nella regione di Boschini e di Rubbia, sul Nad Logem, sul Pecinka e sul Veliki Hribach, il Merli mantenne i collegamenti fra i comandi dei reparti con audacia, iniziativa, avvedutezza e altissimo senso del dovere che fecero di un umile fante un combattente d’eccezione. Durante la terza fase dell’offensiva primaverile del 1917 sull’Isonzo, iniziata il 23 maggio, incaricato di recapitare un ordine al comando del reggimento, dislocato a sud-ovest di Castagnevizza, si mise in cammino facendosi riparo di ogni piega del terreno o di deboli protezioni di sacchetti a terra, in una zona fortemente battuta dal fuoco avversario. Colpito da pallottola di fucile, non si arrestò; colpito una seconda volta da pallottola che gli portò via l’elmetto, non si fermò per raccoglierlo e proseguì a capo scoperto. Colpito la terza volta al capo da scheggia di granata, col viso inondato di sangue, pur sentendosi mancare le forze, continuò a camminare e, sopportando l’atroce sofferenza, giunse al Comando e consegnò il plico affidatogli. Chiese quindi di rientrare al proprio battaglione, come da ordine ricevuto; ma la gravità delle ferite non glielo permise e trasportato in un ospedaletto da campo, decedette alcuni giorni dopo. Alla memoria del valoroso fante che seppe fare del dovere la sua religione, venne conferita, con d. l. del 15 agosto 1918, la medaglia d’oro al v. m. Dice la motivazione:

Esempio continuo di fulgido valore ai compagni, nel portare un ordine in una zona fortemente battuta dal fuoco avversario, rimasto ferito una prima volta, proseguiva nel proprio mandato. Nuovamente ferito al capo, recapitava egualmente l’ordine e, quantunque estenuato, attingendo nel sentimento del dovere la forza di un sublime eroismo, si presentava calmo, sereno al suo superiore ed insistentemente chiedeva di tornare al comando di battaglione, come da ordine ricevuto. Decedeva poco dopo, in seguito all’aggravarsi delle ferite riportate, lasciando gloriosamente la vita sul campo. – Castagnevizza, 23 – 27 maggio 1917.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1917,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 66.

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