MICHELINI TOCCI Francesco

MICHELINI TOCCI FRANCESCO075di Agostino e di Antonietta Mochi, nacque a Cagli di Pesaro il 28 febbraio 1899 e morì in combattimento su Monte Valderoa (Grappa) il 27 ottobre 1918.
Di nobile famiglia marchigiana, conseguita la licenza liceale nel Liceo Visconti di Roma si iscrisse al primo anno della facoltà di matematica nell’Università romana. Chiamato alle armi a 18 anni ed inviato al corso per allievi ufficiali di complemento alla Scuola Militare di Caserta: il 22 aprile 1917, ottenne la nomina ad aspirante nel 6° reggimento alpini nell’ottobre, assegnato al battaglione Monte Berico, che raggiunse ad Auzza, sull’Isonzo, lo stesso mese, destinato alla compagnia complementare. Promosso sottotenente e trasferito nell’aprile 1918 al 7° reggimento alpini, venne destinato alla 68^ compagnia del battaglione Pieve di Cadore, nella zona dell’altipiano. Nel luglio, dopo una breve licenza, raggiunse la sua compagnia in prima linea a Doss Casina; quindi venne inviato sul Grappa all’inizio della battaglia di Vittorio Veneto. Il 24 ottobre con la compagnia mosse verso la battaglia; passò la notte a Col dell’Orso sotto un intenso bombardamento ed il 25 mattina scese a Cason del Sol in attesa di ordini. Quivi, nell’attesa, passò un giorno che sembrò eterno alla sua impazienza di combattere. Il mattino del 27 ottobre, alle ore 9, giunse l’ordine di portarsi all’assalto delle munite posizioni austriache del Valderoa. Alla testa dei suoi alpini, lanciatosi primo fra tutti, giunse a pochi metri dalla trincea avversaria. La battaglia si accese accanita. In piedi sull’erta insanguinata, Michelini Tocci non ebbe esitazioni e, impavido sotto il fuoco concentrato delle armi nemiche, condusse con grande slancio e sprezzo del pericolo i suoi alpini superstiti alla conquista della posizione; ma mentre già gli arrideva la vittoria, colpito da una scheggia di bomba a mano, cadde a terra e nel tremore della morte le labbra mormorarono ancora: Avanti, alpini ! Cadore !. La motivazione della medaglia d’oro al v. m. concessa alla memoria di questo eroico adolescente, con r. d. 19 agosto 1921, rievoca il fulgido episodio:

Educato ai più nobili ideali, ebbe ancora giovinetto, sicura coscienza e ferma fede nei gloriosi destini della Patria. Ogni suo pensiero ed ogni sua azione furono un inno all’Italia, principio e fine del suo vivo amore. Nominato ufficiale degli alpini esultò di poter dare forza col braccio alla sua fede ed alla prima prova col nemico; comandante di un’ondata d’assalto contro una formidabile Posizione, conduceva con grande slancio e sprezzo del pericolo i suoi soldati, nonostante l’intenso fuoco avversario di mitragliatrici e di bombe a mano, producente gravissime perdite. Costretto ad una prima sosta, raccolti i superstiti, si slanciava nuovamente all’assalto e giungeva primo sulla trincea nemica, ove cadeva eroicamente, rifiutando il soccorso dei suoi soldati e rincuorandoli, dicendo loro: Non pensate a me … avanti alpini! ci sorride la vittoria!. Fulgido esempio di alte virtù civili e militari. Monte Valderoa, 2 7 ottobre 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 168.

 

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