MONTIGLIO Vittorio

MOVM CONCESSE PER FATTI D’ARME SVOLTISI POSTERIORMENTE AL 4 NOVEMBRE 1918 IN ALBANIA ED OLTREMARE

MONTIGLIO VITTORIO101di Angelo e di Eleonora Sanguinetti, nacque a Valparaiso (Cile) il 15 gennaio 1903 e morì a Magliano Sabina il 9 novembre 1929 per incidente automobilistico.
Educato al culto della Patria da genitori italiani emigrati in America, a dodici anni, quando l’Italia dichiarò guerra all’Austria, sentì vivo l’entusiasmo di partecipare alla lotta.
Nel marzo 1917 poté partire per l’Italia con documenti falsi per apparire volontario della classe 1899 e imbarcatosi, a Buenos Aires, sulla Regina d’Italia, giunse a Genova dopo due mesi. Arruolatosi volontario e destinato al 7° reggimento artiglieria da fortezza, passò, poi, al 3° reparto d’assalto del 6° reggimento alpini in Val d’Adige, partecipando a numerosi pattugliamenti notturni. Nominato aspirante, venne trasferito, nel marzo 1918, al 7° reggimento alpini, battaglione Feltre. Promosso sottotenente nel maggio ed assunto il comando del reparto arditi, con esso, sempre all’avanguardia, compì ardite incursioni nelle trincee nemiche di Coni Zugna ed in una di esse riportò una ferita non lieve. Partecipò alla battaglia dell’ottobre 1918 e fu tra i primi a giungere in Trento liberata. Nel maggio 1919, promosso tenente, fu inviato col battaglione in Albania, e combattendo contro bande di ribelli fu decorato di medaglia d’oro al v. m., con r. d. 28 aprile 1925 e la seguente motivazione:

Nato nel lontano Cile, da famiglia italiana, educato ad alti sentimenti di amor patrio, l’animo conquiso dagli eroismi e dai sacrifici della nostra guerra, la cui eco giungeva a lui attraverso le lettere dei due fratelli volontari al fronte, quattordicenne appena lasciò la casa paterna e sprezzando pericoli e disagi venne alla sua Patria. Nascondendo colla prestanza del fisico la giovanissima età, si arruolava nell’Esercito, e, dopo ottenuta l’assegnazione ad un reparto territoriale, per sua insistenza, veniva trasferito ad un reparto alpini d’assalto, ciò che era nei suoi sogni e nelle giovanili speranze. Sottotenente a quindici anni, comandante gli arditi del battaglione Feltre, partecipò con alto valore ad azioni di guerra, rimanendo ferito. Di sua iniziativa abbandonava l’ospedale per partecipare alla grande battaglia dell’ottobre 1918, nella quale si distinse e fu proposto al valore. Tenente a sedici anni, fu inviato col reparto in Albania, dove, in importanti azioni contro i ribelli, rifulsero le sue doti d’iniziativa, non fiaccate dalle febbri malariche dalle quali venne colpito. Nella stessa località, salvando con grave rischio un suo soldato pericolante nelle insidiose correnti del Drin, dava prova di elevata sensibilità umana e di civili virtù. Magnifica figura di fanciullo soldato, alto esempio ai giovani di che cosa possa l’amore alla propria terra. Italia – Albania, giugno 1917 – giugno 1920.

Tornato in patria, partecipò all’impresa fiumana con Gabriele D’Annunzio; quindi, nel 1923, frequentò un corso per pilota d’aeroplani al campo di Ghedi, presso Brescia e fu trasferito col suo grado in servizio effettivo.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 224.

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