NIUTTA Ugo

NIUTTA UGO099di Ilario e di Elisa Positani, nacque a Napoli il 1° dicembre 1889 e morì in combattimento aereo nel cielo di Borgo di Val Sugana il 3 luglio 1916.
Nato da nobile famiglia napoletana, che aveva dato nomi illustri alla politica e alla magistratura, conseguita la licenza liceale, e, rinunciato al suo desiderio di essere ammesso all’Accademia Navale di Livorno, per seguire la carriera delle armi nella Marina Militare, si iscrisse nella facoltà di ingegneria dell’Università di Napoli dove si laureò nel 1913 in ingegneria navale e meccanica. Chiamato alle armi il 1° dicembre 1914 nel 24° reggimento artiglieria da campagna, dopo aver frequentato un corso allievi ufficiali, venne nominato sottotenente nel ruolo speciale tecnico del Genio militare nel marzo 1915. Comandato all’Ufficio fortificazioni di Taranto per compiervi il servizio di prima nomina, alla dichiarazione di guerra all’Austria volle essere aviatore e, il 27 maggio 1915, a domanda, fu trasferito al battaglione Scuole Aviatori. Conseguito nel dicembre il brevetto di pilota dopo aver frequentato i corsi, prima in Francia e poi in Italia, fu destinato, nel marzo 1916, all’11° squadriglia da ricognizioni Farman a Chiasellis di Mortigliano, squadriglia che dal 15 aprile assunse la denominazione di 28^ squadriglia aeroplani da ricognizione, trasferendosi a Villaverla, pochi giorni dopo. Ardito ed abilissimo pilota, dimostrò sempre fermezza di propositi e saldezza di cuore in ogni circostanza. Il 9 aprile sul Carso ed il 7 maggio su Mattarello, compì  pericolose ed ardite ricognizioni che gli valsero un encomio solenne. Il 20 dello stesso mese, in servizio di crociera su Schio, sostenne un accanito combattimento con tre aerei avversari costringendoli alla fuga. Il 3 luglio, attaccato da aerei nemici si lanciò contro di essi. Ucciso l’osservatore al suo fianco e ferito gravemente egli stesso, per non atterrare in territorio nemico, portò il suo apparecchio a schiantarsi contro una parete rocciosa di Rio Torre in Val Sugana. L’eroico episodio è riassunto nella motivazione con la quale, con d. l. del 19 aprile 1917, venne concessa alla memoria del valoroso ufficiale pilota la medaglia d’oro al v. m.:

Pilota d’aeroplano, durante una ricognizione aerea nelle linee avversarie, incontrati due velivoli nemici, li aggrediva risolutamente, costringendone uno a precipitosa discesa. Attaccato in condizioni svantaggiose dall’altro, sosteneva con indomito ardire la lotta. Essendo stato colpito a morte l’osservatore, nell’impossibilità ormai di sostenere l’impari lotta, sorvolando a bassa quota le linee nemiche e sfidandone con indomita fierezza il fuoco delle mitragliatrici, tentò di guadagnare le nostre linee. Colpito mortalmente egli stesso e perduta ogni conoscenza, andava con l’apparecchio contro un banco roccioso e vi lasciava gloriosamente la vita. Cielo di Borgo di Val Sugana, 3 luglio 1916.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 226.

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