OLLEARO Ulderico

OLLEARO ULDERICO038di Giovanni e di Carolina Coggiola, nacque il 2 maggio 1890 a San Salvatore Monferrato di Alessandria e morì in combattimento sul M. San Michele il 21 ottobre 1915.
Compiuti gli studi classici nel liceo ginnasio C. Balbo di Casale Monferrato passò a frequentare la facoltà di legge dell’Ateneo torinese. Attratto dalla vita militare, seguendo l’esempio di due fratelli maggiori di età, si arruolò volontario nel novembre 1909 ed ammesso al corso allievi ufficiali di complemento di fanteria, fu nominato sottotenente nel novembre dell’anno successivo, assegnato al 37° reggimento per il servizio di prima nomina. Trattenuto alle armi per mobilitazione, alla dichiarazione di guerra alla Turchia, chiese ed ottenne di partire per la Tripolitania con uno dei primi contingenti. Prese parte a numerosi fatti d’arme nei quali si distinse sempre per intrepidezza e per coraggio. Nella battaglia per l’occupazione del Mergheb del febbraio 1912 meritò la citazione all’ordine del giorno reggimentale. Rimpatriato nel novembre 1912, fu assegnato nel febbraio 1913 al 43° reggimento fanteria col quale ritornò in Libia prendendo parte alle operazioni in Cirenaica per l’occupazione di Benina e di altri importanti centri carovanieri del sud bengasino. Rientrò in patria nel settembre 1913 e venne promosso tenente nell’aprile 1915. Assegnato al 155° reggimento di nuova formazione, nel maggio 1915, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, varcò il confine e partecipò alle operazioni contro le trincee di Bosco Cappuccio e Bosco Lancia, per il possesso del San Michele, ed alle ripetute controffensive austriache. La morte in combattimento del fratello, capitano di fanteria, Carlo, sul fronte di Plava, ne esaltò lo spirito e fece di lui l’eroe delle battaglie, spingendolo a sempre più rischiosi cimenti. Capitano dal settembre 1915, nella terza battaglia dell’Isonzo, condusse con particolare vigore la sua 12^ compagnia all’attacco della più munita posizione avversaria del San Michele, che per il suo particolare aspetto era chiamata il pulpito. Con azione di sorpresa, all’alba del 21 ottobre, alla testa dei suoi uomini, piombò tra le raffiche di mitragliatrici nelle trincee nemiche e le espugnò, cadendo su di esse ferito a morte. Alla memoria del valoroso capitano venne concessa la medaglia d’oro al v. m. con d. L 8 dicembre 1915 e la motivazione:

Incaricato della conquista di una posizione molto difficile, contro cui già si erano spuntati vari attacchi dei giorni precedenti, comprese che occorreva un atto ardito che avesse trascinato i soldati, e, coscientemente, lo compì, affrontando la morte certa; slanciatosi alla testa del suo reparto, primo, attraversò il reticolato, sotto il vivo fuoco di una mitragliatrice avversaria che ne imboccava il passaggio, conquistò la trincea al prezzo della propria vita. M. San Michele, 21 ottobre 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 102.

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