PAGGI Giuseppe

PAGGI GIUSEPPE040di Giuseppe e di Rosa Perino, nacque a Cascine di Stra di Vercelli il 18 dicembre 1890 e morì in combattimento sul Piave il 18 giugno 1918.
Modesto lavoratore dei campi, di grande prestanza fisica, ebbe sempre nella sua breve operosa esistenza il culto del dovere come cittadino e come soldato. Chiamato per il servizio di leva, nell’ottobre 1910, fu bersagliere nel 12° reggimento, dal quale venne congedato col grado di caporal maggiore nel gennaio 1913. Richiamato per mobilitazione nel maggio 1915, pochi giorni prima della dichiarazione di guerra all’Austria, nel 4° bersaglieri ed assegnato al IV battaglione ciclisti, entrò in guerra sull’alto Isonzo, combattendo a S. Lucia e a S. Maria di Tolmino. Passato nelle trincee di Monfalcone, sul fronte della 3^ Armata, due volte ferito, guadagnò una prima medaglia di bronzo al valore per il coraggio col quale combatté dal 6 all’8 agosto 1916 a quota 85 di Monfalcone. E dopo circa un mese, il 16 settembre, a Nova Vas gli venne conferita una medaglia d’argento al valore per la bravura con la quale condusse il plotone all’assalto, raggiungendo per primo una trincea nemica. Già promosso sergente, a Fiondar, il 26 maggio 1917, durante la decima battaglia dell’Isonzo, una seconda medaglia di bronzo si aggiunse alle due precedenti decorazioni al valore. Nel novembre dello stesso anno, durante. il ripiegamento al Piave, ottenne la promozione ad aiutante di battaglia per merito di guerra, per l’ardimento col quale al comando di una pattuglia in ricognizione, rimasta circondata dal nemico, all’intimazione di resa, rispose slanciandosi risolutamente sull’avversario ed apertosi un varco raggiunse il proprio reparto con le preziose notizie raccolte. Il 18 giugno 1918, a Cà del Bosco, presso S. Bartolomeo sul Piave, ferito gravemente nella battaglia non volle abbandonare i suoi bersaglieri e continuò a combattere. Con audacissimo contrattacco e furiosa lotta a corpo a corpo impedì al nemico di impossessarsi di una mitragliatrice, rimasta senza serventi e mentre si accingeva a riaprire il fuoco con l’arma che egli stesso manovrava cadde colpito a morte da pallottola di mitragliatrice. Alla memoria del modesto, coraggioso e magnifico combattente fu concessa, con d. l. del 29 maggio 1919, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Ardito fra gli arditi, temprato dal pericolo più volte impavidamente affrontato, volontario nelle imprese più rischiose, trasfondeva coll’eroico suo contegno forza e vigore nei dipendenti. Con pochi uomini valorosamente affrontava il nemico asserragliato in una casa e faceva ben 40 prigionieri. Ferito, rinunciava ad ogni cura, animato dal solo pensiero di rimanere coi suoi bersaglieri. Visto che l’avversario aggirava una nostra mitragliatrice, lo contrattaccava col proprio plotone, e dopo un furioso corpo a corpo salvava l’arma. Mentre poi la postava per aprire di nuovo il fuoco, cadde colpito a morte da una pallottola nemica; fulgido esempio di elette virtù militari. Cà del Bosco (Piave), 18 giugno 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 98.

 

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