PAOLINI Giuseppe

PAOLINI GIUSEPPE031di Nicola e di Teresa Celli, nacque a Popoli di Pescara l’11 aprile 1861,  e morì a Gorizia l’11 gennaio 1924.
Uscito dalla Scuola Militare di Modena col grado di sottotenente nel gennaio 1882 ed assegnato al 2° reggimento bersaglieri, ivi ebbe le successive promozioni a tenente ed a capitano, quest’ultima conseguita nel 1894. Maggiore nel giugno 1908 nel 9° bersaglieri, pochi mesi dopo, al comando del XXX battaglione si segnalò nell’opera di soccorso prestata alle popolazioni colpite dal terremoto nelle Calabrie, meritandosi una medaglia d’argento di benemerenza. Nell’ottobre 1909 ottenne il trasferimento nell’ 11° reggimento bersaglieri col quale, dal 1911, al comando del XV battaglione, partecipò alla campagna in Libia, meritando la Croce di Cavaliere dell’O.M.S., una medaglia d’argento al v. m. e la promozione a tenente colonnello per merito di guerra per i fatti d’arme di Sciara Sciat, dove riportò una ferita, di Sidi Said e di Assab. Rimpatriato nell’agosto 1913 fu incaricato della formazione del 134° reggimento fanteria, del quale assunse il comando con la promozione a colonnello. Alla dichiarazione di guerra del maggio 1915 si schierò in linea sul Basso Isonzo. Per la brillante azione del 25 luglio su M. Sei Busi ebbe il grado di maggior generale per merito di guerra. Alcuni mesi dopo, il 21 ottobre, al comando di una brigata speciale ebbe il compito di attaccare le fortissime posizioni a ridosso delle cave di Selz. Quattro volte ferito, rifiutò di allontanarsi dal combattimento e, calmo ed energico, pur nelle difficili condizioni, animò le sue truppe dando ad esse l’esempio incitatore. Con moto proprio sovrano del 27 ottobre 1915, gli fu concessa la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Diresse con senno e con coraggio, sotto violentissimo fuoco nemico, l‘avanzata della propria brigata. Ferito ben quattro volte, non volle lasciare il campo di battaglia, finché non si fu assicurato dell’esecuzione degli ordini impartiti, mirabile esempio di cosciente ardimento. Poggio di quota 65 a nord di Selz, 21 ottobre 1915.

Guarito e tornato al fronte nel gennaio 1916, combatté ancora sulle alture di Selz e sull’Altipiano di Asiago al comando della brigata Acqui. Incaricato del comando della 4divisione, condusse le azioni offensive contro il Pecinka e Castagnevizza e fu decorato della Croce di Ufficiale dell’O.M.S. Nel giugno 1917 fu promosso tenente generale per merito di guerra e, nell’ottobre successivo, al comando di un C. d’A. speciale, per aver concorso all’ordinato ripiegamento al Piave della 3a Armata fu decorato di medaglia d’argento. Al comando dell’XI C. d’A. prese parte alle battaglie del giugno 1918 e di Vittorio Veneto nell’ottobre, alle Grave di Papadopoli. Già decorato della Commenda di Grande Ufficiale dell’O. M.S. e collocato in congedo dal l° aprile 1922, fu promosso generale di C. d’A. nel febbraio dell’anno successivo.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 88.

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