PELLEGRINI Mario

PELLEGRINI MARIO009di Vincenzo e di Elisa Setti, nacque a Vignola di Modena il 7 dicembre 1880 e morì a Modena il 2 aprile 1954.
Uscito guardiamarina dall’Accademia Navale di Livorno nel 1902, col grado di tenente di vascello, essendo imbarcato sulla nave Ferruccio, partecipò durante la campagna di Libia alle operazioni di appoggio dei reparti nazionali sbarcati a Tobruk il 22 dicembre 1911 e quindi alle azioni sulle coste dell’Asia Minore. All’inizio della 1^ guerra mondiale, quale direttore di tiro della nave Libia, prese parte al combattimento contro l’esploratore Elgoland  ed alcuni cc. tt. nemici che avevano bombardato alcune località delle Puglie. Fu poi ufficiale in 2^ del c.t. Corazziere, della nave Puglie e della Rossarol. Nel gennaio 1917 assunse il comando della torpediniera 11 P.N. con la quale, nell’ottobre, eseguì importanti missioni durante il ripiegamento della 3^ Armata dall’Isonzo per cui ottenne la croce di guerra al valore; cooperò al fortunato attacco, effettuato dal comandante Rizzo alla Wien nella rada di Trieste, il 10 dicembre successivo, meritando una medaglia d’argento al valore. Nell’aprile 1918 ebbe il comando del battaglione Bafile del reggimento Marina operante sul Piave e, nel maggio successivo, fu promosso capitano di corvetta. Offertosi volontario per effettuare con uno speciale motoscafo, il Grillo, una incursione nel porto di Pola per silurarvi una nave tipo Viribus Unitis, condusse l’impresa nella notte sul 14 maggio 1918. Scoperto mentre superava il primo sbarramento, raggiunse col motoscafo, sotto il fuoco di artiglieria da terra e dalle navi, la quarta ostruzione e venne attaccato da una motovedetta austriaca che gli precluse ogni possibilità di movimento. Costretto ad autoaffondare il Grillo col suo carico di siluri, fu raccolto in mare e fatto prigioniero con l’equipaggio, di cui uno gravemente ferito. Rientrò in Patria il 28 novembre 1918. Per l’audace azione compiuta fu promosso capitano di fregata per merito di guerra e gli fu concessa la medaglia d’oro al v. m. con moto proprio sovrano, rettificato nella motivazione con r. d. 18 gennaio 1919:

Con sublime spirito di sacrificio e supremo disprezzo di ogni pericolo, si offriva volontario al comando di un motoscafo destinato a forzare il porto di Pola. Con meravigliosa audacia e salda volontà, affrontando intrepido mortali pericoli, penetrava nel porto nemico, mirabile esempio di ogni militare virtù. – Pola, notte sul 14 maggio 1918.

Assunto il comando di una squadriglia di cc. tt. dal novembre 1918 e poi dell’esploratore  Premuda, fu quindi comandante di Marina Zara. Con la promozione a capitano di vascello, nel marzo 1925, fu Capo di S.M. del Comando in Capo del Dipartimento M.M. di Taranto, di quello di La Spezia e comandò le navi Cavour e Brindisi. Collocato a domanda in ausiliaria dal dicembre 1928, fu promosso contrammiraglio nel luglio 1932 e ammiraglio di divisione nella riserva nel dicembre 1936.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 42.

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