PIZI Nicola

PIZI NICOLA019di Nestore e di Erminia Morabito, nacque a Palmi di Reggio Calabria l’8 ottobre 1891 e morì in combattimento su Monte Sei Busi il 2 agosto 1915.
Orfano di padre fin dalla più tenera età, formò il suo carattere alla scuola del dolore e del sacrificio. Avviato agli studi classici compì i corsi ginnasiali a Reggio Calabria. Ivi, studente diciassettenne, per l’opera di soccorso prestata alla popolazione colpita dal terremoto nel dicembre 1908 fu decorato di medaglia di bronzo di benemerenza. Trasferitosi a Viterbo, conseguì in quel liceo nel 1911 la licenza liceale; quindi spinto per vocazione alla carriera delle armi, entrò, nell’ottobre dello stesso anno, alla Scuola Militare di Modena dalla uscì, due anni dopo, nel febbraio 1913, sottotenente nel 40° reggimento fanteria. Pochi mesi dopo, raggiunse il reggimento in Libia e nel combattimento di Bu Chamez venne ferito ad un braccio. Rientrò al deposito del reggimento soltanto nell’aprile 1914 per essere ricoverato in ospedale in seguito a grave malattia. Alla vigilia della dichiarazione di guerra all’Austria, fu destinato a formare i quadri di un reggimento di nuova formazione, il 134° della brigata Benevento, e con esso, il 24 maggio 1915, varcò il confine.
Assegnato in un primo tempo con il suo reparto, ad un servizio territoriale ad Aquileia, ottenne di passare ad altra compagnia, la 5^ del II battaglione, già impegnata in zona operazioni a Vermigliano sul Basso Isonzo. Il 25 luglio partecipò al primo attacco contro quota 111 di M. Sei Busi che fu conquistata con una impetuosa e travolgente lotta corpo a corpo e per la quale azione la Bandiera del reggimento fu decorata di medaglia d’argento al v. m. Il 2 agosto successivo per la conquista di quota 118 di M. Sei Busi, tenacemente difesa dal nemico, superate di slancio le prime trincee, il sottotenente Pizi, che avanzava alla testa del suo plotone, diede mirabile prova del suo valore e cadde sul campo ferito a morte da colpi di baionetta.
Alla sua memoria fu concessa, con moto proprio sovrano del 22 dicembre 1915, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Comandante di un plotone diretto al Poggio 118 di M. Sei Busi, precedeva la truppa, e scorto a breve distanza un gruppo di nemici annidati in una buca, senza attendere l’arrivo dei suoi, che da vicino lo seguivano, solo, con magnifico ardimento e valore meraviglioso, si slanciava contro i nemici e a colpi di baionetta li atterrava tutti. Subito dopo, raggiunto dal plotone, lo guidava intrepidamente all’assalto contro un reparto avversario sopraggiungente, sostenendo poi gagliardamente la lotta corpo a corpo, guida ed esempio mirabile ai suoi soldati, finché nel furore della mischia, dava la giovine, nobilissima vita alla Patria. Monte Sei Busi, 2 agosto 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 64.

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