PODDA Ferdinando

FERDINANDO PODDA030di Efisio e di Rita Piras, nacque a Loceri di Nuoro il 25 settembre 1892 e morì in combattimento a Monte Zebio (Altipiano di Asiago) il 10 giugno 1917.
Frequentate le scuole elementari, per le modestissime condizioni economiche della famiglia, non poté continuare gli studi ed avviato al lavoro salariato dei campi coltivò contemporaneamente la sua passione per l’equitazione. A 17 anni emigrò in Francia per lavoro e rimpatriò per assolvere gli obblighi di leva nel novembre 1912. Arruolato nel 75° reggimento fanteria Napoli si mise subito in evidenza con un atto di generoso altruismo gettandosi in mare, inesperto del nuoto, per trarre in salvo, con grave rischio della propria vita, una giovane donna che stava per annegare. La viva intelligenza, il carattere fermo e risoluto e l’attaccamento al dovere gli fecero ottenere ben presto i galloni di caporale e di caporal maggiore. Trattenuto alle armi per mobilitazione, alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio 1915, passato il confine e schierato col reggimento sulle alture della riva destra dell’Isonzo, prese parte alle prime azioni contro il Monte Sabotino. Trasferito poco dopo al 151° reggimento della brigata Sassari, appena costituita con elementi sardi, combatté valorosamente a Bosco Cappuccio, sul San Michele, alla trincea delle Frasche e contro il munitissimo trinceramento dei Razzi. Promosso sergente nel 1915 e sergente maggiore nel 1916, al comando di un plotone di zappatori del reggimento si condusse sempre con grande ardimento e sprezzo del pericolo nei momenti più critici del combattimento, creandosi, per i suoi impulsi generosi, un notevole ascendente sugli uomini del plotone. Passato dal fronte carsico a quello degli altipiani, nel combattimento svoltosi sulle pendici di Monte Zebio, chiesto ed ottenuto l’onore di far parte della prima colonna d’attacco, il 10 giugno 1917, col suo plotone zappatori, fu tra i primi a penetrare nella trincea nemica. Nella lotta accanita, ferito al capo, continuò a combattere; ferito per la seconda volta, ad una gamba e colpito per la terza volta da pallottola di fucile, cadde gloriosamente sul campo. Alla sua memoria venne concessa, con d. l. del 22 novembre 1917, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Comandante di un plotone zappatori formante parte della prima ondata d’assalto, si slanciò alla conquista di una trincea avversaria, penetrandovi per primo. Ferito alla testa, mentre con pochi uomini tentava catturare un gruppo di nemici, continuò a combattere incitando con l’esempio e con la parola i suoi uomini alla lotta. Ferito una seconda volta ad una gamba, dopo essersi fatto medicare tornò al suo posto d’onore e col vigore che ancora gli restava cooperò a respingere gli attacchi avversari, finché, ferito nuovamente ed a morte, cadde alla testa del suo plotone. Fulgido esempio delle più alte virtù militari. – Monte Zebio, 10 giugno 1917.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1917,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 76.

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