REVERBERI Leopoldo

REVERBERI LEOPOLDO059di Egidio e di Pia Segrè, nacque a Casalgrande di Reggio Emilia il 4 febbraio 1886 e morì in combattimento a Stulas, in Albania, il 7 luglio 1918.
Dalla Scuola Militare di Modena uscì sottotenente nel 1907 assegnato al 35° reggimento fanteria della brigata Pistoia. Frequentata la Scuola di applicazione di Parma e promosso tenente nel1911, nell’ottobre dello stesso anno partì volontario per la Libia con l’84° fanteria e per i combattimenti di Sciara Zauia e di Zanzur nel giugno 1912 fu decorato di medaglia di bronzo al valore. Rimpatriato per malattia e rientrato al reggimento, fu insegnante per circa due anni al plotone allievi ufficiali e nel frattempo si laureò in legge presso l’Università di Bologna nel 1913. L’anno dopo fu chiamato alla Scuola Militare di Modena quale insegnante. Promosso capitano nell’aprile 1915 e trasferito al 36° reggimento della brigata Pistoia, un mese dopo, alla dichiarazione di guerra all’Austria raggiunse la zona di operazioni del Podgora. La malattia contratta in Libia lo costrinse a lunghi periodi di cura e ripreso servizio nel gennaio 1916 fu incaricato alla Scuola Militare di Modena dell’insegnamento di armi e tiro. Nell’aprile 1917, a domanda, fu inviato in Albania presso il comando del XVI C. d’A. dove assolse importanti incarichi fra i quali l’organizzazione per il funzionamento del campo trincerato di Valona. Promosso maggiore in giugno dello stesso anno, assunse nel maggio 1918 il comando del I battaglione dell’85° reggimento fanteria. Per la occupazione delle posizioni austriache sulla Malakastra, il maggiore Reverberi, che aveva assunto temporaneamente anche il comando del reggimento, passata la Vojussa il 5 luglio, col suo battaglione ebbe il compito di attaccare il caposaldo di Stulas. Il giorno 7, giunto alle falde della quota 166, si slanciò all’attacco trascinando col suo impeto i fanti contro l’altura sotto il fuoco micidiale del nemico. Una raffica di mitragliatrice lo colpì in pieno, ma i fanti del I battaglione occuparono di slancio la posizione.
Alla memoria del prode ufficiale superiore venne concessa, con r. d. 2 giugno 1921, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Comandante di un battaglione nella fase preparatoria della battaglia, profuse le sue preclari doti di intelletto e di cuore per assicurare al reggimento la vittoria. Comandante di un battaglione nel combattimento, con rara perizia e contegno ammirevole, guidò i suoi all’assalto di munitissime posizioni nemiche. Incontrata accanita resistenza, animò i suoi uomini al grido di Viva l’Italia! e, mentre per primo, dando segno di sereno sprezzo del pericolo, si slanciava contro le mitragliatrici nemiche, venne colpito a morte sulle posizioni conquistate. – Stulas (Albania), 7 luglio 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 136.

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