RIVA VILLASANTA Alberto

RIVA VILLASANTA ALBERTO094di Giovanni e di Giovanna Villasanta, nacque a Cagliari il 20 agosto 1900 e morì in combattimento ad Aris il 4 novembre 1918.
Figlio del maggiore Giovanni, caduto sull’Altipiano di Asiago nel giugno 1916 al comando di un battaglione della valorosa brigata Sassari e nipote di altri prodi ufficiali combattenti d’Africa e della guerra 1915 – 1918, a soli diciassette anni fuggì di casa per arruolarsi volontario nel 90° reggimento fanteria della brigata Salerno nell’ottobre 1917. Inviato al fronte combatté sul Grappa e sul Piave; quindi mandato a frequentare un corso per allievi ufficiali di complemento presso la 3^ Armata, nel gennaio 1918 ottenne la nomina ad aspirante nell’8° reggimento bersaglieri. Promosso sottotenente nel febbraio successivo, ebbe il comando del reparto arditi reggimentale col quale, nella battaglia del Piave, dal 15 al 24 giugno, partecipò all’occupazione di Fagarè e successivamente, il 15 e 16 agosto, dette prova di grande ardire e di alte virtù militari nei combattimenti per la conquista dell’Isola Caserta sul Piave, meritando una medaglia d’argento al valore. Crollato l’intero fronte nemico per la battaglia di Vittorio Veneto, l’8° bersaglieri e tre squadroni del reggimento Cavalleggeri di Aquila, il 4 novembre, passato il Tagliamento e il fiume Stella, incalzando il nemico in ritirata, incontrarono l’ultima resistenza nemica alla travolgente avanzata nella pianura veneta in una postazione di mitragliatrici annidata in un gruppo di case, centro di un nodo stradale così detto Trivio del Paradiso, nei pressi di Aris. Pochi minuti prima della cessazione delle ostilità, bersaglieri e cavalleggeri mossero all’attacco di quest’ultimo ostacolo e l’adolescente Alberto Riva Villasanta, alla testa dei suoi arditi cadde colpito da una raffica di mitragliatrice. Alla sua memoria, con moto proprio sovrano del 19 febbraio 1919, venne concessa la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Adolescente ancora, trasse volontario alla guerra assumendone i rischi maggiori. Comandante gli arditi di un reggimento bersaglieri, fu valoroso fra i valorosi. Delle più rischiose imprese, primo a chiedere l’onore, spesso prevenne l’ordine con l’esecuzione, ed al suo reparto, provato ad ogni cimento, fu ognora esempio di sublime eroismo. Con fede ardente nella vittoria, nei giorni che precedettero l’offensiva della riscossa riuscì a trasfondere nei suoi uomini quella forza ed energia combattiva che fu consacrata sul campo da una magnifica gara di eroici ardimenti. Nel passaggio del Piave e della Livenza, respinti, con infrenabile ardore, violenti contrattacchi, sempre primo fra i primi, bello di sublime furore, seppe con audace fermezza trascinare le sue truppe in vari tra volgenti assalti, sbaragliando ovunque il nemico. Pochi istanti prima della cessazione delle ostilità, infrante in un supremo attacco le disperate difese avversarie, cadde gloriosamente sul campo, esempio magnanimo di sacrificio per la grandezza della Patria. – Piave – Livenza – Tagliamento, 27 ottobre – 4 novembre 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 206.

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