ROCCO Vincenzo

VINCENZO ROCCO022di Gabriele e di Luigia Valenti, nacque a Torre Annunziata di Napoli il 27 settembre 1893 e morì in combattimento sul Carso il 24 maggio 1917.
Frequentava a Napoli la Scuola professionale Alessandro Volta  allorché, nel 1913, fu chiamato alle armi per il servizio di leva. Ammesso al corso per allievi ufficiali di complemento nell’81° reggimento Torino, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria del maggio 1915, conseguita la nomina a sottotenente nel luglio ed assegnato al 2° reggimento Granatieri di Sardegna lo raggiunse in zona di operazioni sul basso Isonzo, nel settore di Monfalcone. Passato, poi, col reggimento nelle trincee di Oslavia nei primi giorni di novembre, prese parte ai combattimenti contro quota 188, nella terza battaglia dell’Isonzo, nella quale i granatieri si coprirono di gloria. Il successivo 21 novembre, nell’attacco al Sabotino, dopo aver raggiunta una posizione avanzata violentemente battuta dalla fucileria avversaria, rimasto unico ufficiale del reparto ne assunse il comando e, per la virile fermezza con la quale mantenne la trincea, resistendo ai reiterati contrattacchi austriaci, fu decorato di medaglia di bronzo al valore. Con lo stesso slancio combatté nell’agosto 1916 nella sesta battaglia dell’Isonzo, nel Vallone del Carso. Caduto ferito il capitano nel combattimento, assunse il comando della compagnia in un momento molto critico della battaglia e per l’ardimento con il quale la condusse all’attacco e raggiunse l’obiettivo assegnato, fu decorato di una seconda medaglia di bronzo al valore. Nominato sottotenente in servizio effettivo e promosso tenente nel febbraio 1917, pochi mesi dopo partecipò alla decima battaglia dell’Isonzo. Il mattino del 24 maggio, l’attacco eseguito con grande slancio e bravura portò i granatieri alla conquista delle quote 235, 238 e 241 verso Selo, sul Carso, che in serata, con un improvviso contrattacco nemico e nonostante la strenua difesa opposta dai granatieri, furono in parte perdute e l’avversario riuscì a mettere piede sulla contrastata quota 241. A rinforzare l’ala destra del reggimento fu inviata l’11^ compagnia comandata dal tenente Rocco. Questi, accortosi che con un movimento di sorpresa il nemico tentava di aggirarlo, valutata la gravità della situazione, decise di resistere sul posto fino all’estremo sacrificio, incitando con sangue freddo ammirevole i suoi granatieri a non cedere. Colpito a morte nel violento impari combattimento, cadde sul campo tra i pochi superstiti della compagnia. Dice la motivazione della medaglia d’oro al v. m. concessagli alla memoria con d. l. del 22 novembre 1917:

Costante e fulgido esempio di slancio, di coraggio e di calma, al comando di una compagnia circondata da ingenti forze nemiche, più volte ferito, non desisteva dall’incuorare i suoi pochi superstiti alla resistenza ad ogni costo, tenendo salda la posizione affidatagli, finché, colpito a morte, cadde sul terreno che non aveva voluto cedere di un palmo. – Altipiano Carsico, 24 maggio 1917.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1917,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 60.

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