ROMAGNOLI Giovanni

MOVM CONCESSE PER FATTI D’ARME SVOLTISI POSTERIORMENTE AL 4 NOVEMBRE 1918 IN ALBANIA ED OLTREMARE

ROMAGNOLI GIOVANNI110di Salvatore e di Filomena Fortunata, nacque a Campobasso il 29 luglio 1897 e morì il 12 aprile 1929, trucidato dai ribelli arabi in Cirenaica.
Arruolatosi nel 94° reggimento fanteria della brigata Messina nell’ottobre 1916 e promosso sottotenente nel 202° reggimento fanteria Sesia partecipò dall’ottobre 1917 alla difesa della zona tra Ponte di Piave e Bocche di Collalto e fu decorato di medaglia d’argento al valore a Zenson di Piave nel novembre successivo. Ammesso a frequentare un corso per osservatori dall’aeroplano ottenne il relativo brevetto nell’agosto 1918 ed assegnato col grado di tenente all’8° gruppo aeroplani in Albania, sezione staccata di Durazzo, per il mirabile esempio di ardimento e di tenacia nelle operazioni di guerra fu decorato di due croci di guerra al valore. Rimpatriato e collocato in congedo nel giugno 1920, fu riassunto in servizio nell’Aeronautica e nominato tenente in servizio effettivo assegnato come osservatore al 3° gruppo aeroplani, fu, quindi, al comando scuole e nel 1926 ebbe la promozione a capitano. Conseguito il brevetto di pilota militare su apparecchi Ansaldo 300-4, nel novembre 1928 passò al comando aviazione della Tripolitania, assumendo il comando di una squadriglia, dislocata nella Sirtica. Il 12 aprile 1929, partito in volo per un’azione di polizia non fece più ritorno. Dalle deposizioni successivamente raccolte dagli arabi presenti al fatto e poi caduti prigionieri, fu possibile conoscere che il Romagnoli nel ritorno dalla missione compiuta nella Sirtica, giunto all’altezza di Bir Ziden, si attardò a mitragliare da bassa quota nuclei di ribelli armati che risposero al fuoco e colpirono l’apparecchio in parti vitali, obbligando il Romagnoli ad atterrare. Il capitano e l’equipaggio, fatti prigionieri dopo breve ma eroica resistenza, subirono inenarrabili oltraggi dalla barbara ferocia dei ribelli e quindi uccisi.
Alla memoria dell’eroico ufficiale venne concessa, con r. d. 22 febbraio 1930, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Capitano pilota, comandante di una squadriglia di nuova formazione dislocata nella Sirtica, ne ottenne in breve tempo una magnifica preparazione materiale e morale, trascinandola poi con l’esempio e l’entusiasmo alle più ardite imprese durante un ciclo intenso di attività di guerra. Il giorno 12 aprile 1929, la fucileria avversaria colpiva il suo apparecchio e lo costringeva a discendere lontano da ogni sperabile soccorso (Bir Ziden). Rapidamente circondato da preponderanti forze, rispondeva alle intimazioni di resa, incitando i compagni di equipaggio all’estrema difesa ed egli, per primo, ne dava l’esempio, riuscendo in impari lotta ad infliggere al nemico sensibili perdite sino a che esaurite le munizioni veniva sopraffatto e catturato. Tempra romana di soldato e di comandante, sopportava con ·fierezza, al grido di Viva l’Italia, gli oltraggi della barbara ferocia dei ribelli sino al sacrificio della giovane vita . – Bir Ziden (Deserto Libico), 12 maggio 1929.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 242.

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