ROSSANI Mario

ROSSANI MARIO054di Antonio e di Teresa Gallo, nacque a Cassano delle Murge di Bari il l° febbraio 1890 e morì in combattimento a Monte Corno di Vallarsa il 26 giugno 1918.
Studente del secondo anno della facoltà di ingegneria nell’Ateneo palermitano, ammesso nell’Accademia Militare di Torino uscì sottotenente del genio e dopo la Scuola di applicazione d’Arma, fu promosso tenente nel dicembre 1912, nel 5° reggimento genio minatori. Pochi mesi dopo, nel marzo 1913, ottenne di essere inviato in Libia, e rientrato in Italia dopo circa un anno, ebbe importanti incarichi di progettazione e di esecuzione di opere difensive alla frontiera orientale. Promosso capitano alla fine di agosto del 1915, al comando della 18^compagnia minatori, raggiunse la zona di operazioni e per l’abilità con la quale diresse i lavori di rafforzamento e di difesa delle prime linee, che lo resero noto fra i combattenti, gli vennero tributati tre encomi solenni nell’aprile e nel maggio del 1916. Tre medaglie d’argento al valore gli vennero conferite rispettivamente per i fatti d’arme del 23 giugno, del 6 e del 7 e 8 agosto sul Sabotino e di Salcano, nei quali l’ardimento, la bravura, furono pari all’audacia colla quale il Rossani seppe, combattendo con le fanterie, ottenere risultati notevoli per ricco bottino di guerra catturato al nemico e per assicurare il dominio delle posizioni conquistate. Assunto il comando del LXIX battaglione zappatori, dopo la sua promozione a maggiore per merito di guerra, nel giugno 1917, sul Pasubio fu decorato di medaglia di bronzo al valore, il 25 agosto, per il suo coraggioso intervento per portare in salvo alcuni militari rimasti feriti durante un incendio provocato da scoppio di esplosivi, rimanendo egli stesso colpito da una seconda esplosione. Dopo la riconquista di M. Corno, in Vallarsa, effettuata il 10 giugno 1918, venne incaricato dell’apprestamento a difesa dell’importante posizione e durante tale compito il giovanissimo maggiore trovò la morte, nella notte del 26 giugno 1918. Mentre nella primissima linea eseguiva dei rilievi per la postazione di un reticolato e facendosi luce con una torcia elettrica piantava i primi paletti nel terreno, venne colpito da pallottola alla fronte e alla mano sinistra. Con straordinaria forza d’animo, avvicinatosi ad una scala a corda per calarsi nello strapiombo, fu investito dallo scoppio di una granata che lo fece precipitare nel sottostante canalone.
Alla memoria dell’eroico ufficiale venne concessa, con d. l. del 23 marzo 1919, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Costante e fulgido esempio di fermezza, di attività e di coraggio, dirigeva imperterrito lavori di rafforzamento sulla cima di un monte di recente conquistato, in una località tuttora vivamente contrastata dall’avversario. Ferito alla testa da una pallottola di mitragliatrice nemica, rimaneva sul posto nascondendo il suo stato mortale perché non venisse attenuata l’operosità degli ardui lavoratori. Nuovamente colpito, stramazzava in un sottostante burrone. M. Corno, 26 – 27 giugno 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 126.

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