SALAMANO Alessandro

MOVM CONCESSE PER ATTI DI VALORE COMPIUTI DAL 1916 AL 1929 ANCHE FUORI DAL TERRITORIO NAZIONALE

SALAMANO ALESSANDRO115di Andrea e di Erminia Gallina, nacque a Torino il 2 ottobre 1892 ed ivi morì il 9 dicembre 1945.
Conseguito il diploma di ragioniere, venne arruolato, per il servizio di leva, nella 1^ compagnia di sanità con la quale, alla dichiarazione di guerra all’Austria, nel maggio 1915, alle dipendenze della brigata Parma, raggiunse la zona di operazioni, in Cadore. Sul Col di Lana, ebbe nel luglio i galloni di caporale e in dicembre quelli di sergente con la qualifica di aiutante di sanità. Nel 1917, in aprile, venne inviato a frequentare un corso per allievi ufficiali di complemento in zona di guerra e nel giugno successivo ottenne la nomina a sottotenente di fanteria, destinato al 154° reggimento fanteria della brigata Novara dove già trovavasi uno dei suoi fratelli, capitano medico. Combatté sul fronte della 3^ Armata, a Castagnevizza e, nelle azioni dal 19 al 23 agosto, fu esempio di coraggio e dette prove di grande ardimento, superando le munite difese accessorie ed occupando saldamente alcuni tratti di trincee nemiche. Schierato sulla linea di Doberdò, il 29 ottobre, dopo Caporetto, avuto l’ordine di ripiegare, passò il Tagliamento sul Ponte di Madrisio e si difese valorosamente a Ponte di Piave. Nell’aprile 1918, promosso tenente, il Salamano, che aveva frequentato uno speciale corso in zona di operazioni, fu inviato al campo di addestramento di Cantù, per istruire le reclute nel lancio delle bombe a mano. Nel pomeriggio del 25 giugno mentre attendeva dal suo posto di comando all’istruzione di una squadra, scorse un soldato che, dopo aver stentato un po’ ad accendere la miccia di una bomba a mano ed accortosi poi che la miccia era già in combustione, preso dall’orgasmo, invece di lanciare in avanti, oltre il ricovero, il micidiale ordigno, lo aveva lanciato con una traiettoria che lo faceva ricadere alle sue spalle, in mezzo ad un gruppo di militari. Il valoroso ufficiale Salamano si lanciò fulmineo sul pericoloso ordigno e lo raccolse per gettarlo lontano. Ma l’improvvisa esplosione ,lo colse in pieno, provocandogli gravissime ferite all’addome. Per il generoso nobile gesto consapevolmente compiuto gli fu concessa, con r. d. 6 ottobre 1921 , la medaglia d’oro al v. m. Dice la motivazione:

Durante una istruzione di lancio di bombe a mano, con animo ardimentoso ed esemplare sprezzo del pericolo, slanciavasi a raccogliere una bomba accesa, caduta accidentalmente in mezzo ai suoi soldati. Ferito gravemente al petto dallo scoppio della bomba raccolta, malgrado il dolore che gli straziava le carni, calmo e sereno, modestamente affermava che non aveva compiuto che il suo dovere. Avuta certezza che nessun soldato era rimasto ferito esclamava: Sono contento! Cantù (Como), 25 giugno 1918.

Congedato per inabilità, riprese gli studi, conseguì la laurea in economia e commercio nell’Università di Torino e svolse la professione di commercialista, apprezzato e benvoluto nell’ambiente professionale per la sua innata modestia e l’alto senso del dovere. Dal 1° gennaio 1932 ebbe il grado di capitano nel ruolo speciale.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 254.

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