SIFFREDI Angelo

ANGELO SIFFREDI018di Giuseppe e di Francesca Ascheri, nacque ad Imperia il 6 maggio 1896 e morì in combattimento a Boscomalo del Carso il 23 maggio 1917.
Ancora studente in ragioneria nell’Istituto Tecnico Ruffini di Porto Maurizio, fu chiamato alle armi nel novembre 1915. Dopo un breve periodo di istruzione raggiunse nel maggio 1916, in Val d’Assa, il 161° reggimento della brigata Ivrea e prese parte alle operazioni per arginare l’offensiva austriaca sull’Altipiano di Asiago. Ottenuti i galloni di caporale nel luglio e passato col reggimento nel settore del basso Isonzo, a sud-est di Doberdò, il 14 settembre si distinse nel combattimento di Nova Vas e fu decorato di medaglia di bronzo al valore per aver con pochi altri compagni ricacciati nuclei nemici infiltratisi in una trincea. Dopo aver frequentato un corso per allievi ufficiali, nel febbraio 1917 fu nominato aspirante e nel marzo successivo, con la promozione a sottotenente, fu trasferito all’89° reggimento fanteria Salerno, assumendo il comando di un reparto speciale bombardieri. Durante la decima battaglia dell’Isonzo e precisamente il 23 maggio 1917, i fanti dell’89° reggimento, preceduti da una poderosa preparazione di artiglieria, mossero all’attacco del formidabile caposaldo di Hudi Log (Boscomalo). Il giovane sotto tenente Siffredi, desiderando di partecipare all’azione, chiese ed ottenne di comandare uno dei plotoni destinati a formare la prima ondata. Alla madre così espresse la sua soddisfazione per il compito assegnatogli:  … Sarò in testa alla prima ondata con i bombardieri. E’ la mia specialità, la bomba, e se non casco prima, sarò il primo sulle trincee di … Quando vedrai dai bollettini che il paese fu preso, puoi stare certa che, o son morto, o sono stato il primo ad entrare …. Allorché venne l’ordine di muovere all’attacco, il Siffredi si lanciò in avanti trascinando col suo ardimento i fanti verso le trincee nemiche. Ferito due volte, rifiutò di essere trasportato al posto di medicazione e combattendo giunse primo sulla quota 202. Colpito per la terza volta da pallottola, cadde fra i suoi soldati mentre li animava a proseguire nell’azione. Alla memoria del valoroso ufficiale venne conferita, con d. l. del 16 agosto 1918, la medaglia d’oro al v. m. con la seguente motivazione:

Fulgido esempio di attività, fermezza e coraggio, con slancio e sangue freddo ammirabili, impugnando la pistola, alla testa del proprio plotone, lo trascinò all’attacco di una forte posizione. Ferito una prima volta al braccio destro, impugnò l’arma con la mano sinistra, continuando ad avanzare. Colpito successivamente al braccio sinistro, perdendo così l’uso di ambedue le braccia, continuò a procedere risolutamente e ad incoraggiare i suoi uomini. Giunto primo fra tutti nella trincea avversaria, mentre attendeva a riordinare il reparto, colpito nuovamente alla tempia, incontrava morte gloriosa sul campo. – Boscomalo, 23 maggio 1917.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1917,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 52.

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