TONOLINI Francesco

TONOLINI FRANCESCO078di Lorenzo e di Maria Mauri, nacque a Breno di Brescia il 28 aprile 1880 e morì in combattimento a Montagnola di Valdobbiadene il 28 ottobre 1918.
Laureatosi in ingegneria al Politecnico di Milano e assolti gli obblighi di leva nel battaglione Edolo del 5° reggimento alpini nel dicembre 1905, si diede all’esercizio della professione e nominato ingegnere comunale a Breno, contribuì allo sviluppo economico ed industriale della sua vallata, legando il suo nome a numerose importanti realizzazioni di opere pubbliche. Appassionato della montagna, soldato nell’animo, dopo la sua nomina a sottotenente di complemento nel 6° reggimento alpini, nel novembre 1914, si mise a capo dei volontari alpini della Val Camonica e, come capo reparto, si schierò con essi, alla dichiarazione di guerra all’ Austria, al Passo di Campo. Sciolto il corpo dei volontari e promosso tenente, fece ritorno, nel marzo 1916, al suo reggimento, il 5° alpini, e col battaglione Edolo, sull’Adamello, a Crozzon di Fargarida, riportò la sua prima ferita, il 3 maggio successivo. Nell’aprile 1917, promosso capitano, assunse il comando della 137^ compagnia del battaglione Stelvio e nel giugno, sul massiccio dell’Ortigara, conquistata la cima 2105, stette fermo sulle posizioni per oltre sette giorni sotto il fuoco delle artiglierie austriache. Dopo i tragici avvenimenti di Caporetto, fu chiamato alla difesa di M. Fior, e, per l’epica lotta sull’importante baluardo, dal 15 al 23 novembre 1917, fu decorato sul campo di una medaglia d’argento al valore; una croce di guerra al valore gli fu concessa a M. Cornone, il 17 dicembre. Durante la battaglia di Vittorio Veneto, passato il Piave nella notte del 28 ottobre 1918, all’attacco della così detta Montagnola di Valdobbiadene, dove fortissima era la resistenza nemica, con entusiasmo giovanile non esitò a lanciarsi allo scoperto sull’avversario, tentandone l’aggiramento. Una pallottola, colpendolo a morte, ne arrestò lo slancio superbo, ma l’urto violento dei suoi alpini disorientò il nemico, ne spezzò la resistenza e lo costrinse alla fuga.
Alla memoria del valoroso ufficiale venne conferita, con d. l. del 29 maggio 1919, la medaglia d’aro al v. m. Dice la motivazione:

Ufficiale di conosciutissimo valore e di singolare ardire, sempre pronto ad ogni aspro cimento, animato da fede indomabile, che sapeva trasfondere in ufficiali e truppa, fu costantemente primo fra i primi di fronte al nemico. Nel difficile passaggio di un fiume, rivendicò per sé il compito più pericoloso. Trascinò imperterrito la compagnia sotto il fuoco intenso di mitragliatrici per la conquista di una importante posizione, agevolando l’azione dei reparti di un altro battaglione. Contro l’ostinata resistenza dell’avversario si slanciò intrepido con due plotoni sul margine di un ben munito costone, spezzando definitivamente la tenacia del nemico e volgendolo in fuga. Trovò eroica morte sul campo. Montagnola di Valdobbiadene, 28 ottobre 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 174.

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