VEZZANI Faliero

VEZZANI FALIERO036di Martino e di Paolina Macciani, nacque a Firenze il 4 marzo 1872 e morì in combattimento a Monfalcone il 21 ottobre 1915.
Appartenente a famiglia molto nota nell’ambiente commerciale fiorentino, dimostrò fin da ragazzo spiccata tendenza per la carriera militare. Secondato nella sua aspirazione studiò nel Collegio Militare di Firenze, quindi passò all’Accademia Militare di Torino, dalla quale uscì sottotenente d’artiglieria nel novembre 1891. Collocato in aspettativa per riduzione di quadri, fu richiamato in servizio nel luglio 1893. Ottenuto il trasferimento nell’Arma di fanteria e destinato al 54° reggimento Umbria vi fu promosso tenente nel gennaio 1896. Capitano nel marzo 1908, prestò prima servizio presso il 46° reggimento e, dal settembre 1910, nel 21° della brigata Cremona. Fu poi in Tripolitania dall’ottobre 1911 al novembre 1912 al comando di una compagnia dell’84° reggimento Venezia per la guerra italo-turca e rimpatriato al termine della campagna, rientrò al 21°, suo antico reggimento.
Nel maggio 1915, raggiunse col reggimento Bassano e nell’agosto successivo si trasferì in zona di operazioni, sul Basso lsonzo, ai piedi delle alture di Monfalcone, assumendo il comando interinale del II battaglione, che poi mantenne con la promozione a maggiore. All’inizio della terza battaglia dell’Isonzo contro le alture di Monfalcone, fortemente difese da più ordini di trinceramenti e di campi di mine, il II battaglione del 21° reggimento, dopo una prolungata preparazione di fuoco d’artiglieria, ebbe l’ordine di attaccare e conquistare la quota 85 dell’altura. Il maggiore Vezzani, nelle prime ore pomeridiane del 21 ottobre, si lanciò decisamente all’attacco e, sotto l’infuriare del fuoco di sbarramento di fucileria dai trinceramenti della quota, come dal tiro preciso delle artiglierie, nonostante le gravi perdite di uomini subite, superò le prime difese nemiche. Ferito al capo da proiettili di fucile non desisté dal combattere e alla testa dei suoi uomini irruppe nei trinceramenti della quota aspramente contesa, conquistandola dopo furiosa lotta a corpo a corpo. Cadde, subito dopo, colpito a morte. Nell’epica battaglia conclusasi nella notte, il II battaglione meritò l’appellativo di battaglione della morte.
La motivazione della medaglia d’oro al v. m., concessa alla memoria del prode maggiore Vezzani con d. l. del 31 agosto 1916, dice:

Durante un sanguinoso combattimento, tenne contegno mirabile, impartendo, con la necessaria calma, sotto l’infuriare del fuoco nemico, ordini e disposizioni. Ferito alla testa, non volle essere medicato, ma restò al comando del battaglione e lo guidò con magnifico slancio all’attacco dei trinceramenti avversari, che conquistò, alla testa dei resti del suo reparto, penetrandovi per primo e cadendovi eroicamente. – Monfalcone, 21 ottobre 1915.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 98.

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