VITALI Michele

VITALI MICHELE059di Luigi e di Giuseppina Clivio, nacque a Parma l’8 luglio 1895 e morì in combattimento su Monte Pal Piccolo in Carnia il 27 marzo 1916.
Studente del terzo anno di ingegneria civile presso il Politecnico di Torino – che gli conferì poi la laurea ad honorem – interruppe gli studi perché chiamato alle armi per mobilitazione il 1° giugno 1915. Ammesso al corso allievi ufficiali di complemento nella Scuola Militare di Modena, ottenne la nomina a sottotenente nel settembre dello stesso anno, destinato al 16° reggimento bersaglieri di nuova costituzione, allora schierato sul Freikofel. Giovane sportivo, aitante nella persona, portato allo studio delle scienze esatte e con animo di artista, trovava modo nelle pause del combattimento non soltanto di studiare e comporre melodie musicali, ma anche di incoraggiare i suoi bersaglieri a superare le asprezze della vita di guerra ed a condursi da valorosi. Agli inizi del 1916, trasferitosi col reggimento dal Freikofel al Pal Piccolo, in Carnia, alle dipendenze della 26^ divisione, anche sul nuovo fronte, diede continue prove di ardimento, di abnegazione, di tenacia, culminate nei combattimenti del 26 e 27 marzo, allorché pagò con la vita il suo virile coraggio. Nella notte sul 26 marzo il nemico occupò di sorpresa un nostro trincerone sul Pal Piccolo sgominando la compagnia di alpini che lo presidiava. Un primo contrattacco per riprendere la posizione si infranse sotto il fuoco della fucileria nemica. Il tentativo fu ripetuto nella notte sul 27 da quattro compagnie di alpini, tre del 16° bersaglieri ed una del 145° reggimento fanteria. Soltanto nella mattinata del 27, un travolgente attacco costrinse il nemico a ripiegare dalla posizione. Il sottotenente Vitali rimasto ferito già nel primo contrattacco al trincerone, non abbandonò la lotta e rimase sul campo per contrastare ogni movimento all’avversario. Scalato arditamente un roccione, si impossessò con pochi uomini di una mitragliatrice nemica, ingaggiando poi un accanito combattimento corpo a corpo con i difensori della trincea. Benché nuovamente ferito e con soli tre bersaglieri superstiti, tenne la posizione; raggiunto dal grosso della sua compagnia, si lanciò nuovamente nella lotta e cadde mortalmente ferito da fucilata alla testa. Tanto mirabile comportamento, con d. L del 29 ottobre 1916, venne premiato con la concessione della medaglia d’oro al v. m. e la motivazione seguente:

Contrattaccava col suo plotone il nemico, che era riuscito ad occupare una nostra trincea. Ferito e respinto, si appostava a breve distanza dall’avversario e con tiri di fucileria lo molestava nei lavori di rafforzamento. Il giorno successivo prendeva d’assalto la posizione nemica, dandovi la scalata mediante una scala a pioli. Rimasto con pochi bersaglieri, si affermava sulla posizione stessa, finché giunti nuovi rinforzi, benché ferito più volte, si slanciava all’assalto decisivo, cadendo colpito al capo; fulgido esempio di valore e di tenacia. Pal Piccolo, 26-27 marzo 1916.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 146.

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