ZERBOGLIO Vincenzo

ZERBOGLIO VINCENZO073di Adolfo e di Maria Badoglio, nacque a Pisa il 10 agosto 1898 e morì in combattimento sul Grappa il 26 ottobre 1918.
Dal padre, senatore ed eminente giurista, apprese l’amore per la Patria e la religione del dovere. Studente del terzo anno nella facoltà di giurisprudenza dell’Ateneo pisano, che gli conferì la laurea ad honorem dopo la morte, interruppe gli studi allorché, nel marzo 1917, fu chiamato alle armi. Ammesso a frequentare un corso per allievi ufficiali di complemento nella Scuola Militare di Caserta e di specializzazione nella Scuola di applicazione di Parma, venne nominato, nell’ottobre 1917, aspirante ufficiale. Destinato al 4° reggimento alpini, fu assegnato al battaglione Val Toce, 207^ compagnia, e poco dopo alla 41^ compagnia del battaglione Aosta. Combatté sulle aspre rocce del Pasubio, a guardia delle porte d’Italia e promosso sottotenente nel maggio 1918 ebbe affidato il comando del plotone collegamenti. Nei primi giorni dell’ottobre 1918, nell’imminenza dell’offensiva, venne trasferito col battaglione nel settore del Grappa. La mattina del 24 ottobre, dai roccioni di Croce dei Lebi, verso il Vallone delle Mure, si portò in posizione contro la linea nemica di M. Solarolo – Fontana Secca. Durissima fu la vicenda degli attacchi e dei contrattacchi che si seguirono per due giorni su quelle balze irrorate di sangue generoso e ostinatamente contese dall’avversario. Mirabili furono l’ardimento e lo sprezzo del pericolo del giovane sottotenente Zerboglio, sempre primo ove più ferveva il combattimento, per incoraggiare con l’esempio i suoi alpini. Il mattino del 26 ottobre riuscito a penetrare in un tratto della trincea avversaria e ferito ad una spalla da fucilata nemica, rimanendo fermo al suo posto, respinse un contrattacco di ingenti forze avversarie. Ferito una seconda volta ad una gamba, seguitò a combattere con lancio di bombe a mano e, verso le ore 16, allorché il suo drappello di uomini era ormai ridotto a pochi superstiti, si lanciò nell’ultimo disperato assalto e cadde colpito in fronte da pallottola di fucile. Alla memoria del giovane eroe del battaglione Aosta venne conferita, con r. d. 25 agosto 1919, la medaglia d’oro al v. m. Dice la motivazione:

Fulgido esempio di coraggio e di fermezza, in sanguinosi combattimenti, si distingueva con atti di altissimo valore. Con pochi soldati, affrontava in accanita lotta, un numero di nemici più volte superiore. Ferito una prima volta da una pallottola che gli traforava una spalla, rimaneva fra i suoi, e poiché gli avversari, avuti rinforzi, violentemente contrattaccavano, balzava dalla trincea e, trascinandosi dietro i suoi soldati, ricacciava i nemici, infliggendo loro gravi perdite. Ferito nuovamente ad una coscia, non voleva assolutamente abbandonare il reparto. Rimasto nelle linee, in una nuova repentina e furiosa ripresa di combattimento, esaltava i suoi uomini con grida di entusiasmo, contenendo prima l’urto degli avversari e ricacciandoli poi, finché colpito in fronte, gloriosamente cadeva, spirando col grido di Viva l ‘Italia!.- Monte Solarolo, 24 – 26 ottobre 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 164.

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