GESMUNDO Gioacchino

gioacchino-gesmundon. Terlizzi (Bari) 20 novembre 1908, m. 24 marzo 1944 (Fosse Ardeatine). Partigiano combattente

Appartenente a famiglia della borghesia rurale delle Puglie, diplomatosi nel 1928, si stabilì a Roma dove insegnò nelle scuole elementari del Governatorato fino al 1932, frequentando nel frattempo l’Istituto Superiore di Magistero. Conseguita la laurea e l’abilitazione all’insegnamento in filosofia, storia e pedagogia, fu prima supplente nel liceo di Formia e dal 1935 nel Liceo scientifico Cavour di Roma, poi, quale professore di ruolo. Il 25 luglio 1943 era già in piena attività organizzativa del movimento comunista, attività intensificatasi dopo l’8 settembre. Le organizzazioni garibaldine di Trastevere e i giovani universitari lo ebbero a capo el movimento, quale vice commissario di Divisione con la qualifica di maggiore. Fu arrestato il 29 gennaio 1944, pochi giorni dopo lo sbarco degli anglo-americani ad Anzio, mentre preparava un’azione di sabotaggio contro mezzi bellici tedeschi.

Comandante, in territorio occupato dal nemico, di una zona clandestina insurrezionale ed in seguito responsabile di importante ufficio di controspionaggio, esplicava preziosa attività organizzativa e partecipava a numerose azioni di sabotaggio che incidevano sensibilmente sullo spirito e sulla efficienza delle unità nazifasciste. Orientava ogni sua attività al potenziamento degli organi preposti alla guerra partigiana, sfidando costantemente ogni insidia e pericolo. Catturato dalle SS. fasciste e tedesche durante l’esercizio del suo incarico, venne sottoposto per un mese intero ad inenarrabili torture, stoicamente sopportate a tutela del segreto militare e politico che custodiva. Condannato dal tribunale di guerra tedesco alla pena di morte, con la fermezza degli Eroi affrontava la morte alle Fosse Ardeatine tramandando ai posteri fulgida prova di fede nella dura lotta per la conquista della libertà.— Roma, 8 settembre 1943 – 6 giugno 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 397.

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